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Aumenta la povertà, diminuiscono i diritti, si accentuano le disuguaglianze

Presentato il Report Povertà 2017 della Caritas Diocesana

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Non un semplice raccoglitore di dati ma uno strumento pastorale per riaccendere la speranza”. 
Con queste parole, padre Nino Basile, Direttore Caritas Diocesana, ha presentato questa mattina il Report sulla Povertà 2017 dal titolo “Storie di Speranza”, giunto alla VI edizione. Il report è frutto del lavoro realizzato dall’Equipe dell’Osservatorio Diocesano delle Povertà e delle Risorse che si è preoccupato di raccogliere e analizzare le voci delle persone che durante l’anno 2017 si sono recati nei Centri di Ascolto parrocchiali e diocesano, nelle Case d’accoglienza, nei centri diurni e nell’Help Center. 
Al centro ci sono le persone e le loro storie, storie di speranza, perché come ha sottolineato Enrico Pistorino, coordinatore dell’Osservatorio diocesano Povertà e Risorse, "la speranza è il sottile filo conduttore che tiene unite tutte queste storie, non tutte belle, non tutte concluse o concluse bene, ma che hanno tutte, nella speranza la loro ragion d’essere”. 
Accogliere storie di vita, di difficoltà, di condivisione e cogliere la realtà nella sua complessità. E di storie il report ne mette in evidenza tante soprattutto all’interno delle sue aree con i contributi sulle caratteristiche socioeconomiche del territorio diocesano, sull’impoverimento del tessuto sociale messinese, sulla povertà educativa e infine un focus dedicato ai “Senza dimora” realizzato attraverso l’analisi delle schede di registrazione degli utenti dei centri d’ascolto. 
Una fotografia tracciata dagli operatori che mette in luce la difficile situazione in cui versa la nostra città: negli ultimi 7 anni si contano 10mila abitanti in meno, si sono persi 22.488 posti di lavoro, 5.300 aziende hanno chiuso negli ultimi 3 anni. Nel corso del 2017 il centro d’ascolto “S. Finocchiaro” ha effettuato 964 ascolti incontrando 355 tra nuclei familiari e singole persone, registrando un aumento del 18,6% degli ascolti e del 10,9% delle famiglie/singoli rispetto al 2016. I dati evidenziano che il 55,8% sono uomini e il 44,2% sono donne, la maggior parte di loro sono italiani con una età compresa tra i 36 e i 64 anni. 
Il 78% delle persone ascoltate – sottolinea Chiara Pistorino referente Diocesana Centri di Ascolto – ha bisogni legati all’ambito lavorativo: perdita, mancanza, lavoro nero ecc…Quasi il 60% vive problematiche abitative, il 28,7% vive bisogni legati all’ambito della salute, e quasi il 90% necessita di beni e servizi primari”. 
Altro ambito di grande interesse riguarda la povertà educativa che come ha dichiarato Marisa Collorà componente dell’osservatorio “rappresenta la privazione per bambini e adolescenti dell’opportunità di apprendere, sperimentare, sviluppare capacità, talenti e aspirazioni”. 
Povertà economica ed educativa che si intrecciano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione. Un gap che difficilmente potrà essere colmato in età adulta. Importante a tal proposito l’esperienza del progetto “Periferie al Centro” nei villaggi di Bisconte – Catarratti in cui la Caritas diocesana di Messina ha attivato un centro di ascolto con operatori debitamente formati e chiamati ad essere animatori di comunità.
Il Centro di ascolto è diventato un punto di incontro per i giovani che grazie anche alla tenacia del parroco ha innescato un processo di cambiamento in uno spirito di stare insieme e di operare per il bene del proprio territorio.
sabato 30 giugno 2018

Cristina D'Arrigo

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