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Ottavo appuntamento del Laboratorio per Messina 2018

Il MCL e i progetti per Messina

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Il “Laboratorio per Messina 2018” promosso ed organizzato dal Movimento Cristiano Lavoratori di Messina con l’obiettivo di mettere a confronto le forze sociali e produttive della città e consegnare a chi si candiderà ad amministrarla, un’agenda di governo con priorità e proposte è giunto all’ottavo appuntamento. 
Presso la sede provinciale del movimento in via Romagnosi 2, a tracciare le linee di intervento e di sviluppo sono stati: Orazio Micali, soprintendente ai Beni Culturali di Messina, Leonardo Santoro, direttore generale del CAS e commissario straordinario dell’IACP. 
Gli interventi finora svolti hanno messo in evidenza alcune parole chiave come: perdita di identità e ricerca di competenze. Serve rimettere in campo figure competenti che possano ricostruire le linee di una città che ha subito un forte crollo e che non è riuscita a sfruttare le risorse positive di cui gode.
Messina è la città che negli ultimi cinque anni, come emerge dai report sulla qualità della vita e delle città, su 110 città italiane si è sempre attestata al 90° posto. Un quadro desolante come ha sottolineato Orazio Micali “un fanalino di coda come indica il 13esimo posto su 15 grandi città. Dato ancora più negativo si è avuto nel 2015 quando siamo precipitati al 104° posto per una scarsa qualità legata all’istruzione e alla ricerca. Per il resto la città viaggia in un gradino basso sui consumi, il lavoro, l’innovazione, l’ambiente e i servizi. Eppure Messina è particolare per vari punti di vista, ad esempio è l’unica città ad essere definita una new town poiché distrutta dagli eventi naturale è stata ricostruita su un disegno unitario, è l’unica ad essere collocata su uno Stretto, ed è uno dei tre vertici capi della Sicilia. La vera domanda da porsi è da dove ripartire, sicuramente un contributo può essere dato dal turismo e dai beni culturali poiché a dispetto del crollo dei valori e delle componenti architettoniche continua ad avere risorse sufficienti per creare delle realtà vincenti. L’altra grande fetta di ripresa deve passare dall’ideazione, dagli incubatori di impresa, dall’innovazione”. 
Messina è storicamente una città sfortunata, le calamità naturali hanno distrutto l'identità, che non è riuscita più a ricostruire. 
Messina è la città nella quale si è costruito distruggendo le colline – dichiara l’ing. Santoro - una città che ha perso il rapporto con il mare. La chiusura a riccio della città e dei suoi cittadini è il frutto antropologico di scelte errate dal punto di vista politico che si sono alternate nel corso del tempo. C’è una disattenzione verso l’altro, verso l’ambiente, verso il bene culturale e comune”. 
Serve ricostruire un senso civico, serve una programmazione e progettazione perché come ha in chiusura sottolineato Enzo Garofalo “dobbiamo capire che per generare sviluppo dobbiamo guardare alla competizione e soprattutto dobbiamo avere il coraggio di osare. Ci vogliono competenze in campo per permettere a questa città di funzionare. Dobbiamo, inoltre, riacquistare il luogo di capoluogo di provincia e pensare a fare fruttare il mare, il verde, i peloritani, i beni culturali”.
mercoledì 11 aprile 2018

Cristina D'Arrigo

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