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Settimo appuntamento con Gianfranco Scoglio e Dario Caroniti

“Laboratorio per Messina 2018”: serve un piano strategico

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Il settimo appuntamento del “Laboratorio per Messina 2018”, promosso ed organizzato dal Movimento Cristiano Lavoratori di Messina con l’obiettivo di mettere a confronto le forze sociali e produttive della città e consegnare a chi si candiderà ad amministrarla, un’agenda di governo con priorità e proposte, si è svolto ieri pomeriggio, presso la sede provinciale del movimento in via Romagnosi 2. 
Ospiti dell’incontro: il dott. Gianfranco Scoglio, ex City Manager di Palazzo Zanca e il prof. Dario Caroniti, presidente del C.O.P. (Centro Orientamento e Placement) dell’Università degli Studi di Messina. 
Una città dormiente – dichiara Fortunato Romano, Presidente Provinciale di M.C.L – gestita senza progettazione e con grandi deficit come: la mancanza di un’idea di sviluppo, di una forte leadership politica e di un sistema di impresa tale da rendere competitivo il territorio”. 
Superata la metà degli appuntamenti in programma, il quadro che si sta tracciando è già ben delineato. Ciò che emerso dagli interventi dei vari ospiti che si sono alternati sino a questo momento è la mancanza di progettazione e di competenza come sottolineato anche da Caroniti “ciò che viene a mancare così è la cultura intesa come capacità di cogliere le opportunità che vengono dall’Unione Europea, dai bandi, dalla Regione, per potere fare questo è importante fare tesoro delle esperienze e delle capacità”. 
Messina come la tela di Penelope che disfa ciò che di giorno produce e fa si che l’occupazione è ai minimi termini e la disoccupazione a tassi altissimi. Una città che ha bisogno di intraprendere al più presto una via di uscita da una crisi lunga e difficile che ha portato alla perdita della sua stessa identità. 
Bisogna attuare un piano strategico di cambiamento della città – sottolinea Scoglio - partendo dal mare. Siamo una città degli approdi e dobbiamo diventare la città degli scambi sociali, culturali, economici e internazionali. Per fare questo dobbiamo partire dalle infrastrutture e in modo particolare da quella ferroviaria. Il secondo punto sul quale bisogna intervenire è la viabilità con la via del mare. Terzo aspetto il porto, delocalizzato il porto commerciale a Tremestieri è fondamentale che il porto storico diventi turistico. Gli altri campi di intervento devono interessare il sociale, la formazione e l’immigrazione”.
martedì 13 marzo 2018

Cristina D'Arrigo

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