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Boom di condivisioni, dirette ed acquisti semplicemente stando seduti.

ANDARE ALLO STADIO: IN AMERICA SEMPRE PIU’ UNA QUESTIONE “SOCIAL”

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Ci sono stati periodi nella storia in cui “andare allo stadio” significava davvero vivere un’esperienza unica, emozionante e difficile da raccontare. Poter essere circondati da decine di migliaia di persone festanti tramite eventi sportivi del genere era un qualcosa di più unico che raro da vivere, e, specialmente chi vi ha partecipato sin da piccolo, ha dei meravigliosi ricordi di tutto ciò. Al 2017 però la situazione è decisamente diversa (non tanto in Italia, tuttavia). La moderna cultura “social” ha rivoluzionato ogni genere di azione pubblica che compiamo, senza nemmeno accorgercene (per certi versi): oggi sarebbe strano non fotografare ciò che stiamo per mangiare in un ristorante o con degli amici, non farsi un selfie a scuola, o ancora non informare tutti i propri contatti, tramite delle dirette, di quello che si sta facendo, dove si sta andando e quant’altro. Le aziende del settore sportivo hanno centrato in pieno il messaggio ed hanno fatto di necessità virtù. Al giorno d’oggi, in pochissimi palazzetti e/o stadi nord-americani non è possibile collegarsi ad Internet grazie alla connessione Wi-Fi presente nell’arena, non permettendo così al fan di poter pubblicare liberamente la sua posizione, foto, video sui social direttamente dal proprio seggiolino. E’ prassi ormai concedere allo spettatore ogni tipo di comfort “virtuale” in modo tale da carpire quanti più dati possibili ed ogni possibile sfaccettatura di ciò che il cliente apprezza; basti pensare che, per poter accedere alla linea Wi-Fi free, è necessario registrarsi tramite e-mail e password e dare il consenso al trattamento dei dati personali (classici papiri che nessuno solitamente legge), così da permettere alle aziende presenti all’interno del palazzetto di poter mandare newsletter e far apparire banner pubblicitari “ad hoc” al fine di attirare il fan sempre più in profondità nel sistema. Oggi è possibile ordinare cibo senza muoversi dal proprio posto, o comprare merchandising da ritirare a fine match con due click, agevolati anche da eventuali app fornite dalla squadra di casa (hockey, basket o football che sia). Un’esperienza sempre più condivisa quindi, che ci porta direttamente allo stadio senza nemmeno essere lì fisicamente, e che ci dà in loco il potere di compiere azioni impossibili da credere qualche decennio fa.
giovedì 13 aprile 2017

Maurizio Russo

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