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38° Convegno Cartitas e il ruolo del progetto “Il Teatro per Sognare”

Caritas: “Altre Carceri” in un percorso di integrazione

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Ci emarginiamo ogni volta che non vogliamo vedere lo sguardo dell’altro. Ciascuno ha piccole carceri dentro di sé in cui si abitua a vivere ma cerca sempre la liberazione. Così coloro che si trovano in carcere sono un tesoro e una risorsa unica che attraverso un cammino di liberazione possono diventare annunciatori profetici che nella bontà della paternità di Dio riscoprono la gioia dell’incontro con l’altro”. 
Con queste parole l'Arcivescovo Mons. Giovanni Accolla ha aperto i lavori del 38° Convegno Cartitas dal titolo "Altre carceri. Storie di umanità e libertà" che si è svolto questa mattina presso l'Auditorium Mons. Fasola di Messina. 
Il tema del Carcere, su cui si è concentrato il percorso di questo anno pastorale, iniziato con la proposta dell’Avvento di fraternità 2017 e continuato con la Quaresima di Carità, mette in evidenza l’importante cammino compiuto dalla Caritas Diocesana che come sottolineato dal Direttore, padre Nino Basile da sempre porta avanti progetti che nascono da un ascolto attento e profondo. Si stanno avviando all’interno delle mura penitenziarie percorsi che possano permettere alle persone in stato di detenzione di avviare una vita nuova dove finalmente mettere a frutto i propri talenti e sperimentare il perdono”. 
Un perdono che non prescinde dal bisogno di conversione personale ma che va oltre cercando di reintegrare le persone nella società. Un ascolto con finalità educative proprio come quello avviato con il progetto “Il teatro per sognare”, ideato e organizzato dall’associazione D’aRteventi, presieduta da Daniela Ursino, con la proficua sinergia della Direzione Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, la Casa Circondariale di Gazzi, il Tribunale di Sorveglianza, la Polizia Penitenziaria, la Caritas Diocesana. Prezioso il supporto dell’Istituto Minutoli, del liceo Basile che hanno collaborato alle scenografie e dell’Istituto Antonello per l’accoglienza e convivialità. 
Un progetto che ha visto la luce nel giugno del 2017 e il diretto coinvolgimento dei detenuti della casa circondariale di Gazzi affinché si creassero momenti di aggregazione, inclusione, riflessione, approfondimento e riscatto. Il teatro, invita i protagonisti a guardarsi dentro e ad immaginare, un sé diverso da quello attuale. Il teatro permette loro di immedesimarsi in altri panni, di guardarsi ed esaminarsi dal di fuori, di riflettere sul male commesso e di ripensare alla bellezza dei valori e della vita. 
Un percorso importante testimoniato dal contributo video realizzato da Flavio Albanese, attore e regista della Compagnia del sole, coordinatore del laboratorio teatrale del progetto "Il teatro per sognare".
Affine al progetto teatrale è stato inaugurato all'interno del carcere di Gazzi il foyer “Piccolo Shakespeare” con il prezioso contributo fornito dal Piccolo di Milano che per l’allestimento ha donato il materiale storico. 
Al convegno sono intervenuti: padre Francesco Vinci, cappuccino e cappellano della Casa circondariale di Siracusa sul tema “Il ruolo del cappellano all’interno delle strutture carcerarie. Evangelizzazione e relazioni tra detenuti e società”, Armando Punzo, attore e regista, fondatore della Compagnia della Fortezza del carcere di Volterra su “Un’esperienza nata 30 anni or sono…”, Pippo Venuto, attore della stessa compagnia, il dott. Santi Consolo, Capo dipartimento dell'amministrazione penitenziaria su “Limiti e virtù del sistema penitenziario italiano”; il dott. Nicola Mazzamuto, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Messina su “L’attività pastorale dentro l’ordinamento carcerario”, il prof. Vito Minoia, docente presso l’Università degli Studi di Urbino e Presidente del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere su “Esperienze e progetti di teatro in carcere nel panorama nazionale. Cosa è stato fatto e cosa è ancora da fare”.  
sabato 10 marzo 2018

Cristina D'Arrigo

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