il Cittadino di Messina - quotidiano e settimanale on-line: l'informazione gratuita ovunque tu sia.

Al buio per scoprire i colori e i sapori della vita

Cena sensoriale con lo chef Anthony Andaloro

Stampa
Una lezione di vita. Ecco che cosa è stata la cena sensoriale del blind chef Anthony Andaloro che si è svolta nella tensostruttura del villaggio di Natale di Piazza Cairoli per il “Laboratorio del Gusto”, curato dalla dott.ssa Sabrina Assenzio
Una lezione di vita per fare capire che la disabilità non pone dei limiti e che nulla nella vita con la giusta dose di forza e buona volontà è impossibile. Una lezione di vita che ha permesso di capire che cosa si prova a cucinare non vedendo. Emozioni, fantasia e immaginazione sono stati gli ingredienti principali della serata che ha rappresentato un'avventura affascinante e a tratti magica, originale ed insolita.
Tutti bendati, i commensali hanno potuto assaporare le pietanze privilegiando gli altri sensi in modo particolare l’olfatto e il gusto. Ignari del menù e senza il dono della vista ci si è imbattuti in un primo “Nostalgia d’Estate”, un risotto fresco che al dolce del melone ha contrapposto l’agro del limone e l’aroma delle spezie, e un dessert, la classica torta diplomatica, realizzata dal mastro pasticcere, Lillo Vinci. Un viaggio gastronomico che ha mescolato e contrapposto caldo e freddo, morbido e croccante, dolce e salato. 
Lo chef Anthony Andaloro ha portato in tavola la sua 102 esima cena sensoriale che ormai ha fatto il giro del mondo, a cucinare al suo fianco per questa serata particolare, il professore dell’Istituto Alberghiero “Antonello”, Giuseppe Porco, anch’egli ha voluto provare l’emozione nel cucinare bendato, lo chef pasticcere Lillo Vinci, e gli aiuti chef Carmelita Costantino ed Erika Grasso
Loro hanno cucinato usando solo il tatto e l’olfatto, hanno spiegato i procedimenti della ricetta ma senza dire nessun condimento, quello spettava ai commensali capirlo. Attentamente chiamati in campo dallo chef hanno saputo rintracciare tutti i sapori. E’ stato un modo diverso di percepire la realtà senza condizionamenti derivanti dal “vedere”, ci si è predisposti alla scoperta. 
La fine spesso è solo l’inizio di una nuova avventura – ci ha raccontato lo chef Andaloro durante una lunga intervista. Io sono un leone di segno e di fatto, non mi sono voluto arrendere quando all’improvviso non ho avuto più la possibilità di vedere a causa di una retinite pigmentosa”. 
La luce per il blind chef Anthony Andaloro si è spenta una mattina di dicembre del 2006 a causa della malattia di Stargardt. Da quel giorno qualcosa nella sua vita è cambiata, ha abbandonato il lavoro di maestro decoratore di arte del Settecento all’Accademia di Brera, e indossato le nuove vesti di cuoco. La cucina è diventata la sua principale passione, il luogo dove è tornato a vedere, questa volta con gli occhi degli altri sensi. 
Sono riuscito ad apprezzare di più la vita in questi ultimi anni, da quando avevo sei anni sapevo che sarei rimasto cieco, mi sono sottoposto ad un intervento di 22 ore per ciascun occhio a Cuba e sono riuscito a mantenere una seppur minima percezione visiva di luci e ombre, poi il buio totale. Oggi ritorno a vedere con altri occhi e sono fortunato perché ho un segreto per questa mia rinascita si chiama Carmelita, lei è la mia aiutante in cucina, ma soprattutto la mia compagna di vita, al settimo mese di gravidanza. I miei occhi sono lei”. 
Foto di Salvatore Forestieri
domenica 24 dicembre 2017

Cristina D'Arrigo

    Vai a pagina
    segui il meteo
    dom 24
    24°-19°
    lun 25
    25°-20°
    mar 26
    26°-20°
    mer 27
    28°-22°
    gio 28
    26°-23°
    ven 29
    26°-22°