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Salotti e ozio

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L’otium dei latini, per il cristianesimo più bigotto, rappresenta il vizio supremo: infatti, l’accidia è compresa tra i “vizi capitali” osteggiati dalla tradizione giudaico-cristiana. Nondimeno, l’otium era l’ideale di vita proprio della cultura classica greco-romana, ispirata invece da una concezione epicurea, nutrita da orientamenti filosofico-esistenziali che privilegiavano la ricerca della felicità e del piacere di vivere quali finalità somme da perseguire in quanto capaci di liberare l’intrinseca natura della persona umana. Dunque la nullafacenza era ed è la condizione dell’individuo privilegiato, del ricco padrone di schiavi, padrone della propria e dell’altrui vita, della persona che non è costretta a lavorare per sopravvivere, che non deve travagliare e può dunque sottrarsi alle fatiche materiali necessarie al procacciamento del vitto e dell’alloggio, non ha bisogno di stancarsi fisicamente perché c’è chi si affanna per lui, e può dunque godersi le bellezze, il lusso e quanto di piacevole la vita può offrire. L’ozio in altre parole, è il modus vivendi del padrone aristocratico, del parassita sfruttatore del lavoro servile, che non fa nulla ed ha a sua disposizione tutto il tempo per poterlo occupare nella “bella vita”. Perché abbiamo fatto questo lungo preambolo, voi vi chiederete? Un po’ perché bisogna valorizzare il nostro modo di vita un po’ perché ci sembra che le parole riportate sopra, rappresentino a grandi linee l’orientamento della nostra città. Cosa vogliamo dire… che troppe persone e prevalentemente quelle della Messina bene, frequentano troppi salotti e dedicano la loro vita a curarsi le unghie, a farsi i lifting a bighellonare piuttosto che costruire per chi effettivamente si trova in condizioni disagiate. Ed allora vogliamo sottolineare come i cosiddetti “benpensanti messinesi”, dovrebbero darsi verso e costruire di più per questa città in profonda crisi. Ovviamente mi riferisco al sindaco in primis, ma anche a tutte le persone che hanno potere decisionale per cambiare le regole nefaste. Non sopportiamo più le megafeste e gli sfarzi che soprattutto in questo periodo i nostri ‘Potenti’ organizzano nei vari lidi o nelle ville private da milioni di euro e non sopportiamo decisamente, le mogli chic che appunto affollano giornalmente i salotti vip, sprecando denaro alla faccia della povertà. Tutto ciò perché c’è poca voglia di andare avanti. Siamo destinati a restare nell’arretratezza più totale, presi in giro dai nordici che ci chiamano parassiti o peggio ancora nullafacenti. Ma allora le cose più importanti, quando saranno fatte? E ci riferiamo al risanamento, all’assegnazione degli alloggi, alle strade martoriate da buche, alle ristrutturazioni in genere. A questo punto, dopo questo breve escursus, consiglieremmo ai nostri illustri governatori cittadini nonché al nuovo sindaco appena eletto e con i cento giorni già passati con scarsi risultati, di essere più fattivi per la città e per i cittadini e pensare meno allo spreco di danaro pubblico. D’altronde qualcuno dice che siamo una città di serie B e dall’anno prossimo lo saremo davvero anche nel calcio, l’unica cosa che andava bene. Il contentino è finito… C’è da rimboccarsi le maniche, in molti si sono stancati! E per concludere ci piace pensare e utile comprendere che il tempo (quello vitale) degli individui, dell’esistenza quotidiana di ciascuno di noi, rappresenta una risorsa di valore inestimabile, non solo e non tanto sul piano economico-materiale, ovvero nel senso più venale e triviale del termine. Chiedere e comunicare con i cittadini è fondamentale per creare una grande città. Rimarrà illusione? Noi ci battiamo perchè non si rimanga così…
giovedì 23 febbraio 2017

Enzo Gallo

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