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Storia della LAM di Messina

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Tutto iniziò nel lontano 1985, quando il problema legato al disagio per molti giovani tossicodipendenti nella nostra città, è stato affrontato e risolto. Già, come in molte cose a noi vicine, siamo sempre fra gli ultimi a prendere coscienza dei problemi per poi cercare di risolverli. E così con grosso senso di responsabilità e dedizione, un gruppo di persone in gamba ha fondato la Lam (Lega Antidroga messinese). Parliamo di Franco Providenti, Annamaria Garufi, Marisa Genovese, Gianni Majolino, Aldo Di Blasi, Salvo Bertolami ed altri con l’intento di dare un futuro a quei giovani disagiati che il futuro non lo vedono. Il gruppo che dà vita alla Lam ’85, si è formato spontaneamente, attraverso la condivisione di esperienze personali. Il gruppo, che si pone come opportunità di condivisione e di solidarietà, si è progressivamente arricchito di rapporti interpersonali e relazioni costruttive. Lungi dall’esaurire le proprie attività in sede virtuale, si è rivelato occasione di incontri autentici e punto di partenza di solidarietà reali. Ciò, naturalmente, nel completo rispetto delle esigenze di riservatezza e di anonimato di ciascuno. Nel gruppo sono confluite persone provenienti da svariati percorsi ed esperienze. Persone direttamente o indirettamente coinvolte nella dipendenza. Persone talvolta in situazioni di acuto disagio, accanto ad altre che disagi simili hanno già potuto affrontare in modo positivo.La varietà delle esperienze, dei percorsi effettuati o di possibile realizzazione, ha costituito un patrimonio comune, alla ricerca di un minimo comune denominatore di solidarietà che potesse valorizzare le potenzialità di ciascuno nell’affrancarsi.La partecipazione di persone in situazione di dipendenza viene considerata nella auspicabile prospettiva di adesione a iniziative reali, o ad esse parallele. Ciò, comunque e naturalmente, nell’assoluto rispetto dell’autodeterminazione e della riservatezza dei singoli. In ogni caso si ritiene che per affrontare una situazione di dipendenza siano opportuni impegno e motivazioni supplementari rispetto alla semplice presenza virtuale. La permanenza o meno fra gli aderenti di questa comunità é da considerarsi, ovviamente, espressione di libertà di ciascun partecipante, in ragione dei propri interessi e delle proprie motivazioni. Così come la decisione di crearla e curarla é espressione di libertà di chi vi si dedica con spirito di condivisione e nei limiti delle proprie possibilità. Per quanto concerne la storia dell’associazione si basa sul volontariato e su una sede in viale Giostra aperta a tutti. La vecchia sede era all’ex Gazometro in viale della Libertà ed in passato la comunità si appoggiava su un terreno a Faro Superiore, donato nel 1984 da Marino. Qui una equipe di psicologi e psicoterapeuti, ha fatto il resto e continua a svolgere attività di recupero.
venerdì 30 giugno 2017

Enzo Gallo

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