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12° Giornata diocesana per la custodia del creato

Incendi: dalle ceneri una nuova prospettiva di rinascita

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Un albero come simbolo di rinascita è stato piantato ieri pomeriggio al Parco ecologico San Jachiddu in occasione della 12° Giornata Diocesana per la custodia del creato dal titolo “Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo” (Gen 28,16). Viaggiatori sulla terra di Dio”, promossa dall’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro e per l’ecumenismo e il dialogo, insieme alla Consulta delle aggregazioni laicali dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, e in collaborazione con Caritas Diocesana, Nucleo diocesano di Protezione civile, Agesci, Masci. 
Un simbolo di rinascita di fronte ad ettari di macchia mediterranea, andati in fumo lo scorso luglio a causa di incendi che hanno visto in primo luogo la responsabilità dell’uomo, di colui che è chiamato alla cura del bene comune.
Una giornata che riprende le parole di Papa Francesco nella “Laudato si’”: “l’azione della Chiesa non solo cerca di ricordare il dovere di prendersi cura della natura, ma al tempo stesso deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di sé stesso”, e che per l’edizione 2017 ha scelto come tema “Incendi: dalle ceneri una nuova prospettiva”, al quale sono stati chiamati a dare il loro sostegno e la loro testimonianza, Leonardo Santoro, ingegnere capo del Genio civile; Mario Albano del Parco ecologico San Jachiddu; Ambrogio Ponterio, vice dirigente Vigili del fuoco; Gustavo Lampi, Corpo forestale dello Stato; Rosella Picone, responsabile Orto botanico. L’emergenza incendi a Messina e provincia dei mesi scorsi ha visto la grande mobilitazione dei vigili del fuoco e della forestale, sono state infatti aumentate in quel periodo le squadre e i dispositivi di soccorso e per avviare le operazioni di prevenzione di rischio idrogeologico, l’ing. Santoro ha emanato una direttiva che come ha dichiarato “è importante anche in vista dell’inverno che alla luce di quello che è avvenuto non preannuncia nullo di buono, le ceneri degli incendi, in aggiunta alla mutata condizione chimico-fisica dei terreni che ne ha causato una sorta di vetrificazione, hanno reso il suolo delle nostre colline praticamente impermeabile all'acqua. Mancano quindi un assorbimento delle piogge da parte del terreno, i primi forti accquazzoni autunnali produrranno una moltitudine d'acqua che, insieme a detriti e fango, scivolerà giù dai pendii, con maggiore forza ed intensità, non incontrando nessun ostacolo sul suo cammino è importante prevenire a valle”. 
L’incontro intervallato dal sassofonista Gianluca Sturniolo, è stato moderato dal giornalista Fortunato Marino e preceduto dalla preghiera per la custodia del Creato con don Sergio Siracusano, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro. E' stato proiettato un video ed una testimonianza di operatori della parrocchia di S. Michele che hanno dichiarato “avevamo il verde e qualcuno ce l’ha rubato, adesso abbiamo solo cemento”. 
Un momento di confronto e di riflessione che ha chiamato tutti all’importanza del prendersi cura di ciò che ci è stato donato, siamo viaggiatori su un terra che è di Dio e che come tale va amata e custodita.
In occasione della Giornata è stata anche presentata la Commissione Diocesana per la Custodia del Creato che avrà una forza educante affinchè il mondo venga lasciato un po' migliore di quanto non lo troviamo.
domenica 24 settembre 2017

Cristina D'Arrigo

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