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Ospite l’antropologo e paleontologo Dario Piombino Mascali

Un viaggio tra i segreti delle mummie

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Avvolte da secoli nelle loro bende o imbalsamate, le mummie sono custodi di un patrimonio di informazioni genetiche, culturali e storiche. Hanno affascinato e continuano ad affascinare intere generazioni. 
A raccontare i segreti ad una curiosa e gremita aula magna dell’Istituto scolastico “A.M. JACI”, ieri pomeriggio ci ha pensato l’antropologo e paleontologo messinese Dario Piombino-Mascali in occasione dell’incontro promosso da ADSET (Associazione Dirigenti scolastici e territorio) nella persona del suo presidente, il prof. Angelo Miceli. I lavori sono stati introdotti dalla prof.ssa Giovanna Messina, dirigente dell’Istituto Jaci.
Classe 1977, Dario Piombino Mascali è un antropologo specializzato in mummiologia e paleopatologia, laureatosi a Pisa è ricercatore ospite all'Università di Vilnius e docente di paleoantropologia all'Università di Messina. Esploratore della National Geographic Society, ha partecipato a una miriade di progetti relativi allo studio di mummie umane, includenti l'uomo del Similaun, i corpi delle torbiere olandesi, le mummie egizie curate in vari musei europei, e quelle degli Ibaloy delle Filippine. Oggi ricopre il ruolo di conservatore scientifico delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo ed è direttore del Progetto Mummie Siciliane, che dal 2007 si occupa di studiare, documentare e valorizzare le mummie nostrane. 
Le tappe del progetto siciliano sono state ripercorse attraverso delle slide che hanno mostrato il patrimonio presente tra Palermo, Piraino e Savoca. Le indagini sulle mummie con il supporto di TAC e radiografie hanno permesso di scoprire numerose informazioni: dalle abitudini alimentari alle malattie, alle usanze funebri dei membri del clero e del loro ricchi protettori. 
Prima tappa Palermo con le catacombe dei cappuccini, dove si trovano custodite circa 1200 mummie molte risalenti al 1599. Dallo studio sul corpo imbalsamato di una bambina, paragonabile ad una bambola di porcellana, lo studioso è arrivato a scoprire una formula usata da Alfredo Salafia, imbalsamatore palermitano «si tratta di una miscela di formalina, glicerina, sali di zinco, alcool e acido salicilico, cui si poteva aggiungere un trattamento del volto con paraffina disciolta in etere, per mantenere un aspetto del volto vivo e rotondeggiante». 
A Piraino, invece, le indagini sulle mummie di 26 sacerdoti custodite nella Chiesa Madre della cittadina del messinese hanno infatti rivelato una relativa longevità nei soggetti, considerando i tempi: dai 50 agli 80 anni.  Si tratta di mummie naturali ottenute con la tecnica del colatoio, un ambiente in cui i corpi venivano lasciati a drenare i liquami cadaverici. 
Terza tappa siciliana a Savoca dove si trovano 17 mummie che dalle radiografie hanno rivelato la presenza di due patologie: la malattia di Forestier, nota come DISH, legata a un’alimentazione iperproteica, soprattutto di carne, ritenuta un elemento nobile per eccellenza e quindi conforme allo status dei sacerdoti e la gotta. 
Territorio affascinante per Dario Piombino anche la Lituania dove ultimamente si stanno concentrando i suoi studi. In modo particolare ha introdotto le indagini su alcune mummie ritrovate in una chiesa domenicana. In origine erano circa 500, a causa di un cattivo stato di conservazione ne sono rimaste solo 23. Studiate a partire dal 2011 hanno permesso di notare la presenza di alcune malattie come la tubercolosi e l’aterosclerosi.
L’appuntamento programmato dall'associazione Adset non ha deluso le aspettative e ha contribuito a ricordare che i resti umani hanno qualcosa da raccontare, aggiungono pagine ad un libro già scritto o meglio riscrivono in alcuni casi una storia.
sabato 29 aprile 2017

Cristina D'Arrigo

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