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A Briga Marina nasce Piazza Carlo Pantò

Un omaggio alla eterna memoria di un cittadino esemplare

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Le acque del fiume dell’esistenza scorrono inesorabili e non esiste diga che riesca a contenerle. Ogni nuova vita, come un piccolo affluente, incrementa la portata di questo immenso corso d’acqua dove tutto scorre ma, a differenza di quanto si possa pensare, nulla si cancella. Non si cancella, in modo particolare, il ricordo di quelle personalità che con le loro virtù e qualità hanno “colorato” di mille sfaccettature questo semplice ed umile mondo terreno. Tra queste figure rimaste come fermo immagine nella memoria collettiva è da annoverare, senza dubbio, il medico chirurgo Carlo Pantò a cui è stata intitolata questo pomeriggio la piazza del villaggio di Briga Marina. Non poteva esser scelto, d’altronde, luogo diverso per onorare la memoria di questo nostro grande concittadino. 
Nel villaggio di Briga, infatti, il dott. Pantò è nato nel lontano 1888, ha esercitato con notevole impegno e straordinaria dedizione la propria professione, lì ha vissuto per tutto l’arco della sua esistenza fino al giorno della morte, avvenuta il 28 ottobre del 1968. Ottant’anni in cui non ha mai smesso, nonostante le condizioni fisiche non sempre lo permettessero, di aiutare e di soccorrere gli altri. Il suo grande altruismo, come sottolineato questo pomeriggio dal Presidente della I Circoscrizione, dott. Enzo Messina, presente alla cerimonia di intitolazione, venne riconosciuto anche dallo Stato. Venne insignito, infatti, per il grande amor di patria ed il senso del dovere, della Croce al Merito di Guerra nel 1918 e nominato, nel 1958, dal Capo dello Stato Commendatore dell’Ordine “al Merito della Repubblica Italiana”. Queste sono solo alcune delle tappe più significative dell’esistenza del dott. Pantò che, nonostante i numerosi incarichi, non tralasciò mai di esercitare l’attività professionale di Medico Condotto in particolare nella zona di Briga-Pezzolo.  
Un cittadino come pochi, una di quelle figure che, se guardiamo alla tragica condizione della realtà odierna, sembra distante anni luce. Oggi, infatti, come sottolineato anche dal Presidente dell’Ars, On. Giovanni Ardizzone presente alla cerimonia, non siamo più abituati a simili comportamenti. Ogni uomo si adopera costantemente per ottenere onorificenze ed incarichi, promettendo di gestirli nel modo più corretto e onesto possibile. Una volta raggiunto, però, l’agognato traguardo l’interesse personale prende il sopravvento su quello collettivo ed ogni buon proposito si annulla in un batter di ciglia. 
Queste vite, che aumentano attimo dopo attimo, intorpidiscono, purtroppo, le acque del fiume dell’esistenza che dovrebbero essere sempre chiare e limpide. Per fortuna, però, riescono solo ad intorpidirle e non a cancellare il ricordo di chi in passato, come il dott. Pantò, le ha rese straordinariamente limpide. I parenti, gli abitanti del villaggio di Briga, delle località limitrofe non possono dimenticare un simile vir bonus ma, seppur mala tempora currunt, ne eternano ancora oggi la memoria. L’augurio è che quella semplice targa di marmo posta su quella parete nella piazza antistante all’abitazione del dott. Pantò, diventi simbolo di “ripartenza” collettiva. Ricordi a chiunque si trovi a passare in quel luogo, o a trascorrere piacevoli ore in compagnie di amici o parenti, quel che è stato, quel che non è ma che non è detto non possa ritornare ad essere. Un piccolo gesto può divenire motore di una rinascita di Messina e del territorio siciliano, basta solo ricordare i grandi esempi del passato, e contribuire, con il proprio comportamento quotidiano, a rendere sempre più limpide le acque del copioso fiume dell’esistenza.


sabato 22 aprile 2017

Alessia Vanaria

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