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Nuove prassi e sinergie contro il disagio giovanile

Bullismo e cyber bullismo: la lotta continua

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Un nodo blu : questo è il simbolo scelto per contrassegnare la lotta al bullismo e cyber bullismo, due piaghe che affliggono la nostra società “giovane” , assumendo, giorno dopo giorno, aspetti sempre più inquietanti.Il 7 febbraio scorso è stata istituita la prima Giornata nazionale contro il bullismo a scuola, un passo importante nell’opera di sensibilizzazione, che costituisce il primo passo verso la consapevolezza di un fenomeno sociale che interessa fasce sempre più ampie di ragazzi tra gli 11 ed i 17 anni.Con l’avvento delle tecnologie digitali, si parla sempre più spesso di cyber bullismo, una tipologia di reato ancora più subdola, che si consuma nella “solitudine” del rapporto tra giovani e Rete, divenuta ormai una vera e propria dipendenza. La tecnologia permette ai bulli di inserirsi nella vita delle vittime, di materializzarsi in ogni momento, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi.Sull’argomento, la Commissione Europea si è espressa chiaramente, invitando le scuole italiane a presentare proposte didattiche, azioni di sensibilizzazione rivolte sia a studenti ma più in generale a tutta la comunità e mettendo a disposizione 2 milioni di euro per finanziare le iniziative.Inoltre, una apposita Campagna Nazionale di comunicazione, con uno spot realizzato da studenti, sono state inserite tra le azioni del Piano Nazionale per la prevenzione del bullismo e cyber bullismo a scuola 2016/17.Si tratta di un ulteriore e importante passo, a corollario delle precedenti Linee guida sul tema emanate lo scorso anno dal MIUR, con l’obiettivo di creare reti di contrasto verso qualunque forma di disagio adolescenziale in ambito scolastico. Ma all’orientamento del Governo deve necessariamente seguire l’azione mirata delle istituzioni sul territorio, attraverso la sinergia con associazioni, aziende private, testimonial e soprattutto social network, il cui uso distorto rappresenta terreno fertile per la proliferazione di fenomeni di bullismo.A tal proposito, giova ricordare la campagna “Vita da social”, lanciata dalla Polizia postale lo scorso anno, che spinge i giovani a denunciare il fenomeno, a non isolarsi, nella consapevolezza di potere contare sulle istituzioni e sulle Forze dell’Ordine.Ben vengano quindi i protocolli d’intesa, gli accordi interistituzionali, ma anche la formazione specifica per i docenti, affinchè acquisiscano competenze psicopedagogiche utili a trattare le diverse tipologie del disagio giovanile, così come previsto dal Piano Nazionale di Formazione Docenti del Ministero.Molto spesso infatti, la non conoscenza e la mancanza di confronto tra adulti ed adolescenti, sia a scuola che in famiglia, crea barriere impenetrabili, gap difficilmente colmabili che non consentono aiuto e condivisione dei problemi.Un preciso programma di educazione alla non violenza, al rispetto della dignità umana e della diversità, alla tolleranza, alla conoscenza delle insidie on line, che parta dalla minore età, può arginare pericolosi fenomeni sociali che purtroppo sono già particolarmente radicati.L’istigazione all’odio on line, come forma di abuso dei diritti umani, ha portato gravi conseguenze non solo nel web ma anche nella società reale, rendendo urgente la creazione di una piattaforma operativa di azioni congiunte, oltre che di nuove prassi educative.Tra queste la peer education, ovvero l’educazione tra pari, che consente a giovani appositamente formati, di “istruire” a loro volta i coetanei, in uno scambio virtuoso di conoscenze, che si inserisce strategicamente nel contesto scolastico delle classi medie inferiori. Ritenuta come strategia flessibile e rivoluzionaria, in quanto all’adulto professionalizzato sostituisce il giovane formato, si è dimostrata come prassi efficace rispetto agli approcci educativi tradizionali, basati essenzialmente sul “non fare”, in una sorta di deriva autoritaria rivelatasi, in qualche caso, addirittura controproducente.Nuovi strumenti per nuovi disagi quindi, che se messi a sistema, con l’imprescindibile dialogo tra istituzioni e famiglie, possono rivelarsi preziosi per supportare le difficili e delicate fasi di crescita dei nostri adolescenti.
martedì 21 febbraio 2017

Gabriella Giannetto

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