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Una lenta risalita che ora attende l'accelerazione definitiva

Messina, la vita è adesso

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Soltanto dieci giorni fa si toccava il fondo. Una batosta troppo forte, l'umiliazione sul suo campo, i fischi, la contestazione, l'ultimo posto in classifica. Un vero e proprio inferno. Una di quelle lezioni che il Messina porterà dietro per un po', ennesimo capitolo di una storia cominciata nella maniera più drammatica. Forse, però, la batosta stavolta è servita. Una sconfitta quasi salutare, se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno. 

SCINTILLA - Già, perché una reazione effettivamente c'è stata. Una scintilla, una scossa, la voglia di immediato riscatto. Svolta, se così possiamo definirla, sarà solo il tempo a dirlo, che si concretizza in quel di Palazzolo, dopo un'incredibile rimonta nei minuti finali, dettata dalla rabbia, dall'orgoglio. Poi la gara con l'Igea. Un banco di prova importante, perfettamente superato se non con qualche piccola sbavatura, un altro forte segnale, la prima vittoria al Franco Scoglio. Il Messina batte un colpo, risponde finalmente presente e da una confortante iniezione di fiducia. Ma questo non può che essere solo l'inizio. “Non abbiamo fatto ancora niente, c'è tanto da lavorare”. Queste le parole di Giacomo Modica, subito calatosi in un ruolo delicato, un allenatore, un motivatore, sempre con i piedi per terra, in grado di ridare un pizzico di identità ad una squadra spenta e che adesso, invece, sembra voler accendersi e venir fuori. 

MENTALITA' - Risposte confortanti e certamente positive arrivano anche sul piano tattico. Un gruppo che sta finalmente facendo gruppo, un gruppo che cerca di dare tutto sul terreno di gioco. Modica non guarda la carta d'identità, il curriculum, l'ha ripetuto più volte. Scende in campo solo chi lo merita, chi dimostra di essere da Messina. Tutto ruota intorno al 4-3-3, modulo ormai collaudato, sperimentato più volte. A Migliorini le chiavi della squadra, il cervello da cui tutto parte, in un centrocampo completato da un ritrovato Lavrendi e dall'esperienza di Maiorano, ancora non perfettamente pronto a livello fisico ma indispensabile nell'economia della squadra e del gioco. Anche il reparto difensivo mostra miglioramenti. Troppe le indecisioni, le disattenzioni nei minuti finali, la spina staccata in anticipo; troppe le reti subite su palla inattiva. Il derby con l'Igea Virtus ha finalmente mostrato un altro volto, un Messina che non rischia nulla e non concede nulla, o quasi. Prestazione sublime di un Damiano Lia polivalente, instancabile, capace di ricoprire qualsiasi ruolo, offensivo o difensivo che sia. In più la novità Manetta, preferito ad un Colombini fin qui incerto se pur pronto domenica a partita in corso, quando chiamato in causa. In avanti Rosafio ha trovato il suo habitat naturale sulla fascia con la sua imprevedibilità e l'abilità nel dribbling e nel cambio di passo quando punta l'avversario. Un ritrovato, si spera Cocuzza, tornato al gol dopo un avvio stentato e incolore. Il capitano, la sua esperienza a disposizione dei compagni più giovani. Giovani come Agostino Mascari, l'uomo della provvidenza, la sua doppietta a Palazzolo per il primo successo stagionale. Un classe '99 che ha però ancora tanto da imparare e da migliorare, sul quale non vanno certo addossate le responsabilità e i pesi, oltre che le aspettative, di un'intera squadra. Unica pecca: ancora troppi sprechi sotto porta e la difficoltà a chiudere gli incontri. Un dettaglio che se trascurato può costar caro. 

RISPOSTE - La vera sfida viene adesso. Ora il Messina dovrà dimostrare di che pasta è fatto, se le vittorie con Palazzolo e Igea sono solo frutto del caso o conseguenze di lavoro e abnegazione. A partire dalla sfida di Ercolano, contro la terza della classe, match delicato e pieno di insidie, dove bisognerà ottenere risposte importanti. Un calendario che diventerà più agevole nelle successive cinque, quando i biancoscudati si troveranno ad affrontare Ebolitana, Santacataldese e Isola Capo Rizzuto in terra amica, Palmese e Paceco in trasferta. Dall'infermeria, intanto, giungono buone notizie da Biagio Carini, recuperato e regolarmente in gruppo. Ancora differenziato per Prisco, Cassaro e Tricamo.
giovedì 9 novembre 2017

Carmelo Previti

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