il Cittadino di Messina - quotidiano e settimanale on-line: l'informazione gratuita ovunque tu sia.

Analisi e pagelle: impossibile salvare qualcuno. Lucarelli e il suo classico j'accuse

Il paradosso Lucarelliano

Stampa
Regna la confusione nel post Melfi. Il Messina che cade contro l’ex fanalino di coda sorprende oltre modo, quasi più delle dichiarazioni a margine di un Cristiano Lucarelli che torna nella versione accusatoria già vista nei mesi scorsi. Il tecnico livornese non si sofferma troppo su scelte o responsabilità, preferisce andare dritto verso l’ambiente (un giorno qualcuno spiegherà cosa significa) e una certa stampa con la puzza sotto il naso. Un lunghissimo j’accuse che punta verso una scarsa percezione dei reali meriti di Lucarelli e squadra: Andria come vittoria già letta o Fondi come pareggio troppo stretto. Insomma augurarsi una vittoria in casa Fidelis o provare a capire il perché di una superiorità numerica non sfruttata nel Lazio sono eccessi di critica nei confronti di ragazzi travagliati da una stagione al limite del sopportabile. Troppo facile, però, raccontare freddamente sempre e solo quanto visto in campo. Normale dialettica giornalistica quella che prova ad anticipare le sfide o analizzarne, anche in maniera critica, lo sviluppo. Strana via quella che incammina l’allenatore giallorosso, soprattutto se la prestazione appena fornita non dovrebbe lasciare spazio a parole diverse da quelle dell’autocritica. Inutile andar dietro a simili cervellotiche uscite quando la zona playout torna drammaticamente di stretta attualità. Il Melfi ci mette cuore, disperazione e un pizzico di idee chiare: la squadra di Aimo Diana gioca una gara furba, sfrutta al massimo le poche armi a disposizione e approfitta di un Messina in ansia da prestazione (come lo stesso Lucarelli lo definisce). I giallorossi approcciano molli e faticano nel costruire calcio: Musacci in regia torna il solito pachidermico creatore di passaggi corti, e quando ci si accorge che anche Da Silva fatica a trovare spazi tra le linee ecco che la sensazione è quella della beffa. Il 3-5-2 che Lucarelli disegna è piatto, con le due punte che amano schiacciarsi sul centrocampo senza mai regalare profondità. La manovra è inconcludente, il Melfi resta corto e colpisce su palla inattiva. Oltre la tattica c’è la testa: la rete di Klaric dopo una quarantina di secondi della ripresa e quella di Giannone dopo trenta da inizio gara fanno il paio con la staticità e distrazione in occasione del primo gol lucano. Schema e rete che palesano un Messina poco cattivo e attento, difetti imperdonabili di cui Lucarelli deve prendersi la responsabilità. Il risultato è bugiardo, perché la batosta tecnica non si rispecchia in numeri che potrebbero far pensare ad una battaglia sportiva. Novanta minuti in apnea o come spaesati in mezzo ad un bosco di mediocrità calcistica, difficile davvero descrivere una sfida che il Messina perde dal punto di vista psicologico prima che tecnico. “Sottovalutazione dell’avversario”, questa la frase chiave che Lucarelli indirizza non ai suoi ragazzi ma a stampa e ambiente, come se nello spogliatoio contasse di più la parola di un giornalista che quella di un allenatore. 

PAGELLE – Non si salva nessuno, la parziale rimonta non fa altro che aumentare la delusione per un approccio molle e lento. 

BERARDI 5: poteva fare di più in occasione della terza e decisiva rete lucana, per il resto viene abbandonato dalla sua difesa. 
PALUMBO 5: esce per un serio infortunio, prima del quale palesa una mancanza di sicurezza nella gestione del pallone non giustificata. (dal 34’ p.t. MARSEGLIA 5: un gol di volontà per strappare un voto mediocre) 
MACCARRONE 5: lotta più di altri ma balla come gli altri, poco deciso in occasione delle palle inattive. 
BRUNO 4,5: confusionario e troppo spesso fuori posizione, con la difesa a tre fatica a trovare le distanze coi compagni.  
GRIFONI 5: un paio di buoni cross non cancellano l’inesistenza in fase difensiva. 
DA SILVA 5,5: qualche tocchetto di classe nell’infinito mare della staticità. 
MUSACCI 5: un gol che non serve a nulla, manifesto di una stagione. 
FORESTA 4,5: gira a vuoto, da trequartista diventa meno banale. (dal 20’ s.t. FERRI 4: si divora una rete clamorosa) 
SANSEVERINO 4,5: spaesato nei continui cambi imposti dalla guida tecnica. (dal 5’ s.t. CICCONE 5: le linee del Melfi si chiudono e la sua tecnica ne risente) 
MADONIA 5: latita prima e dopo la casuale rete del momentaneo 1-3.  
MILINKOVIC 5: prova ad accendere la luce, troppo spesso deve forzare la giocata visto il deserto attorno a lui. Gravissima la facilità con cui perde il pallone che apre alla quarta rete lucana. 
LUCARELLI 4: sconfitta senza attenuanti contro l’ultima in classifica, se il gruppo risente mentalmente della pressione il primo responsabile è lui. 

MELFI Gragnaniello 6,5; Grea 6 (dal 8’ s.t. Libutti 6), Laezza 7, Romeo 6, Lodesani 5,5; Obeng 6,5, Vicente 6,5, Esposito 5,5; Marano 6,5 (dal 27’ s.t. Demontis 6,5); De Vena 7 (dal 40’ s.t. Mangiacasale sv), Foggia 7. All. Diana 7
sabato 15 aprile 2017

Francesco Certo

    Vai a pagina
    segui il meteo
    ven 28
    13°-23°
    sab 29
    14°-21°
    dom 30
    13°-19°