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Analisi e pagelle: Berardi il migliore, Lucarelli è il responsabile nel bene e nel male

L´arte dei piccoli passi, storia di una squadra impaurita

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Il ritornello è ormai trito, quello che ricorda stancamente dei mesi di crisi nera. Una scusa che non può essere tirata fuori quando meglio conviene, soprattutto se serve per lavare la coscienza di una squadra incapace di azzannare una preda fragile e in difficoltà. La classifica non prende in giro nessuno: il campionato delle prime è indiscutibile, la pagina delle sorprese ha come protagonista un Siracusa pazzesco, il resto è rappresentato da squadre in grado di battersi con discreta alternanza. Il Fondi non è quello di sei mesi fa, la squadra che il Messina si è trovato di fronte poteva essere battuta anche senza tutto quello che i minuti iniziali hanno regalato. Lo svantaggio dopo meno di un minuto è scandalosamente preoccupante, impossibile accettare un approccio simile alla gara da parte di una squadra affamata di punti. A mutare una realtà complicata ci pensa Squillace: rigore ed espulsione come jolly che il Messina sfrutta a metà. Pochesci stravince la sfida con Lucarelli non rinunciando per quasi un’ora di gioco al tridente e pungendo pur in inferiorità. Brutta la prova dei giallorossi, perché il momento del campionato non lascia spazio alla paura di perdere di cui Lucarelli parlerà nel post gara. “Il pari contro l’Akragas va digerito, quello col Fondi non è da buttare”, tutte cose che cozzano col calcio moderno che dei pareggi non sa davvero cosa farsene. Una sconfitta e una vittoria avrebbero prodotto un punto in più, ma criticare questa squadra sembra peccato mortale visti i problemi oltrepassati. In campo, però, nessuno scende pensando a quanto cattiva era la gestione Stracuzzi. Una squadra con idee chiare e cattiveria deve sbranare un Fondi in dieci per tutta la sfida, senza limitarsi a qualche bel tiro dalla distanza di un da Silva sempre ispirato. Parlare di paura o simili è faticoso da accettare, più probabilmente siamo di fronte ad un gruppo tecnico intriso di mediocrità buona a giustificare ogni passaggio a vuoto. Saremo ipercritici noi, forse anche influenzati da Lucarelli che ammette candido di non fare mai calcoli e di giocare sempre per vincere. Il Messina ci ha provato per buona parte di gara, quando è subentrato il braccino allora è iniziata una irritante gestione del pallone che regala un punticino buono solo grazie al pareggio del Melfi nel finale della gara di Monopoli. La classifica non è drammatica, la penalizzazione rimane più uno stimolo a incamerare punti che una zavorra. Arriva l’ultimo mese di campionato: due sfide interne senza calcoli, soprattutto la prima contro un Melfi fanalino di coda. Servono ancora pochi passi, quelli che porteranno ai punti della sicurezza e della salvezza. Ci vorrà un Messina più cattivo e meno impaurito, perché occasioni ghiotte come quelle di Fondi difficilmente si ripresenteranno. 

PAGELLE – Berardi è decisivo, la difesa prende troppi buchi. Lucarelli è il responsabile nel bene e nel male. 

BERARDI 7: il grande portiere che c’è sempre nel momento del bisogno. La parata su Gambino è assolutamente eccezionale. 
PALUMBO 5: Calderini lo scherza dopo meno di trenta secondi quando scappa e serve il pallone del vantaggio a Giannone. Per il resto è il miglior interprete al festival dello svarione.  
MACCARRONE 5,5: nervoso oltre misura, si becca un giallo che non diventa rosso solo per puro caso quando in tutti i modi cerca polemiche e discussioni. 
BRUNO 5: distratto e troppo spesso fuori posizione. Un suo liscio spalanca un’autostrada a Varone con Berardi che si salva in qualche modo.  
DE VITO 5: in ritardo di una vita nella diagonale difensiva su Giannone, non gioca mai ai livelli standard. 
DA SILVA 6,5: il vero collante tra centrocampo e attacco, sfortunato quando le tante conclusioni verso la porta avversarie non vanno a segno. 
MANCINI 6,5: personalità, intraprendenza e cattiveria agonistica. Lui è un giocatore completo e funzionale.  
SANSEVERINO 6: parte bene, piano piano entra nel tunnel dell’anonimato non accompagnando mai la manovra offensiva. (dal 37’ s.t. FORESTA sv)  
CICCONE 6: la tecnica compensa una condizione ancora lontana dal massimo possibile. Provoca un penalty essenziale visto lo svantaggio immediato. (dal 25’ s.t. MADONIA 5: la solita prestazione trasparente) 
VENTOLA 5,5: rappresenta la grande sorpresa di giornata. Tanti movimenti ma poca sostanza, si impegna tanto per onorare l’esordio. (dal 14’ s.t. GRIFONI 5: sbaglia una quantità di cross inverosimile) 
MILINKOVIC 6,5: trasforma il rigore, lotta, corre, salta l’uomo e prova a creare pericoli in per accendere una squadra non totalmente presente. 
LUCARELLI 5: prendere gol dopo trenta secondi è una colpa. Non azzardare nulla pur in superiorità numerica è un peccato, si accontenta del punto senza porgere mai il fianco alla beffa. 

FONDI Baiocco 6; Galasso 5,5, Signorini 6, Marino 6, Squillace 4; Varone 6,5, De Martino 6,5, D’Angelo sv (dal 18’ p.t. Pompei 5,5); Giannone 6,5 (dal 11’ s.t. Tommaselli 6), Gambino 6 (dal 28’ s.t. Addessi sv), Calderini 6,5. All. Pochesci 6,5
lunedì 10 aprile 2017

Francesco Certo

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