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Poco sicuri e “smart”; in pochi spingono verso il cambiamento, gli altri restano al palo

SITUAZIONE CRITICA PER L’IMPIANTISTICA SPORTIVA ITALIANA: NESSUNA ARIA DI RINNOVO

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Se in Nord-America la situazione in ambito sicurezza e, più recentemente, “social” all’interno degli impianti è delle più rosee, con stadi di ultima generazione, linee Wi-Fi veloci ed accessibili, possibilità di prenotare il cibo da consumare in loco o acquistare il merchandising del team direttamente dal posto, lo stesso non si può dire all’interno degli impianti italiani, decisamente datati e poco “smart”. L’eredità lasciata da Italia ’90 ancora persiste su parecchie strutture sportive nostrane e, pur non potendo criticare eccessivamente lo spettacolo offerto al proprio interno (considerando il movimento sportivo non ai massimi storici), il contorno lascia parecchio a desiderare. Le esigenze del fan vanno pian piano evolvendosi ed ignorarle può alla lunga portare al suo allontanamento dal vedere lo spettacolo live sul posto. Seggiolini poco confortevoli, ambiente non sempre “family friendly”, tecnologia rasente lo zero, strutture pericolanti, datate e poco sicure, contribuiscono ad un non ottimale coinvolgimento del fan nel contesto sportivo odierno ed il rischio sempre più palese è concerne ritrovarci con gli stadi pieni a metà, per via di una serie di motivazioni che prescindono dallo spettacolo offerto, spesso messo in secondo piano rispetto al comfort ed alla sicurezza del potervi assistere. Senza scomodare altri sport e rimanendo focalizzati sul calcio (sport principe del nostro paese), progetti su progetti si sono accatastati nel corso degli ultimi anni (basti pensare alla Roma o al Milan), ma ancora si sono mossi pochissimi passi in tal senso. Solo sporadici team, come Udinese, Sassuolo e Juventus, hanno portato avanti un discorso a lungo termine, regalando ai tifosi uno stadio nuovo (o quantomeno ristrutturato) che li mettesse più a loro agio nella partecipazione all’evento sportivo. Se il problema sicurezza è stato risolto, nei pochi casi appena citati, resta ancora una forte arretratezza nel “contorno” offerto al pubblico, quali linea Wi-Fi free, app con supporti per i tifosi (es. bagno più vicino al mio posto, parcheggi liberi al mio arrivo e quant’altro) La situazione resta quindi subordinata alla “questione sicurezza”, che resta di fondamentale importanza rispetto al coinvolgimento dei fan durante il match; c’è necessità di strutture nuove, all’avanguardia, rinnovabili, e di svecchiare quanto in questi anni è stato (e viene tuttora) considerato storico, ma decisamente non al passo coi tempi.
sabato 18 febbraio 2017

Maurizio Russo

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