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La nuova realtà di una squadra che sembra aver trovato la strada giusta

Palmese-Messina, l’appetito vien mangiando

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Ora viene il bello. Dieci punti nelle ultime quattro apparizioni, prestazioni convincenti e maturità ormai acquisita. E’ questa la realtà di un Messina che ha finalmente dato una svolta alla sua stagione, dopo due mesi di pura agonia. Che le cose siano cambiate dall’umiliazione con la Vibonese è sotto gli occhi di tutti, sia sotto il profilo del gioco espresso in campo che dal punto di vista mentale. L’ultimo successo interno con l’Ebolitana non può infatti che essere la testimonianza più limpida di questo processo di trasformazione che ha fatto finalmente venir fuori il vero Messina, squadra che vince e convince. E se è vero che vincere aiuta a vincere, lo spettacolo è solo alle sue battute iniziali. 

CALMA E CINISMO - Sono proprio queste le due parole d’ordine in casa biancoscudata. Nessun tipo di esaltazione, nessuna voglia di sentirsi appagati. Perché se le prove evidenziate nelle ultime tre settimane mostrano segnali incoraggianti, questo Messina non ha ancora fatto niente. E Modica lo sa. Sono ancora tanti i margini di miglioramento e gli aspetti sui quali soffermarsi e da analizzare per avvicinarsi alla perfezione. La catena di destra è ormai una sicurezza, con un Lia reinventato esterno basso in difesa, le cui galoppate e sovrapposizioni sulla fascia rappresentano una delle armi maggiormente letali a disposizione dei siciliani. Duttilità e intelligenza tattica che condite alla fantasia ed imprevedibilità di Rosafio risultano devastanti. Altro punto di forza, dal quale il Messina è ripartito, è il centrocampo, che racchiude il giusto mix di qualità ed esperienza, con gli inserimenti senza palla di Lavrendi e l’ordine tattico imposto da Maiorano, apparso fisicamente più pronto nella gara di domenica. Il tutto abbinato ad una maggiore fluidità della manovra e alla regia di Migliorini, degnamente sostituito da Pezzella negli ultimi due incontri. Ma non è oro tutto ciò che luccica. La fase offensiva ha fatto senza ombra di dubbio passi da gigante. Sono ben 18 le conclusioni registrate verso la porta campana, nota sicuramente più che positiva se si considera che nelle fasi iniziali del torneo ci si arrestava negli ultimi venti metri. Ma non basta, perché gli sprechi e gli errori sottoporta continuano ad essere parecchi, quando invece le partite andrebbero chiuse prima. Anche la fase difensiva ha visto dei passi in avanti, ma resta forse il reparto con le più ampie difficoltà. Le solite palle inattive creano più di un problema, deficit che Modica sta cercando di risolvere adottando delle contromisure e delle soluzioni, magari attaccando il pallone invece che aspettarlo. Le disattenzioni di Manetta e Colombini nella sfida con l’Ebolitana sono passaggi che devono necessariamente portare ad una maggiore solidità nel reparto arretrato, anche perché il passivo comincia a farsi pesante. Sono già 21 le reti subite nelle 13 gare fin qui disputate e soltanto in due circostanze (con Gelbison e Igea Virtus) i peloritani sono riusciti a mantenere la porta inviolata. 

PALMESE - Ma la rincorsa del Messina deve necessariamente proseguire. Lo chiede il momento, lo chiedono i tifosi, lo chiede il tecnico che sta riuscendo ad amalgamare tutte le componenti. Un capitolo che avrà un nuovo atto con la gara esterna a Palmi, da non fallire. I calabresi non vivono un buon momento. Un solo pareggio e ben cinque sconfitte consecutive negli ultimi sei incontri hanno seriamente messo in bilico la panchina del tecnico neroverde Alessandro Pellicori, in procinto di essere esonerato nello scorso fine settimana, per poi vedersi confermata la fiducia da parte della società. La terzultima posizione di classifica non aiuta di certo, complici anche i cinque punti di penalizzazione che condannano la Palmese. E proprio per questo motivo anche per loro la sfida del “Lo Presti” di domenica sarà di vitale importanza, quasi come una partita della vita. Pellicori, presumibilmente, punterà ancora sul 4-3-3, affidandosi alla vena realizzativa di Gagliardi, autore di sette reti sulle ventidue complessive messe a segno dalla compagine calabrese in tredici giornate. Punto debole una difesa fin troppo ballerina, con 28 reti al passivo, di cui 19 nelle ultime sei apparizioni. 

ASSENZE - Da monitorare le condizione di Migliorini tra le fila biancoscudate, ancora in forse per il delicato match in Calabria. Chi quasi certamente non ci sarà è Bruno, costretto a fermarsi per un problema fisico nonostante avesse scontato il turno di squalifica dopo l’espulsione rimediata ad Ercolano. Out anche Bucca e Cassaro.
venerdì 24 novembre 2017

Carmelo Previti

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