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I giallorossi sono ancora troppo lontani da quanto immaginato nell'estate da sogni di gloria di Pietro Sciotto

Messina, l´identità perduta

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Uno spartito con le stesse note. Un racconto con le stesse parole. Finale scontato. Il protagonista è ancora il Messina. Quello stesso Messina partito ad agosto per vincere, entusiasmare, ridare fiducia, ma che invece si ritrova in una classifica che la vede appaiata in penultima posizione con appena due miseri punti. Doveva essere una squadra pronta a far rinascere un ambiente ed una tifoseria troppe volte delusa e presa in giro negli ultimi anni; doveva essere una squadra chiamata a sorprendere. E infatti le sorprese non sono proprio mancate... 

IDENTITA' - Portici, Nocerina, Cittanovese, Acireale, Roccella. Cinque sconfitte che bruciano, fanno male, segno di un Messina fino ad ora assente. Prestazioni scadenti, forma fisica incerta, mancanza di mentalità vincente. Ingredienti questi che combinati insieme portano al nulla. A condire il tutto il terribile scossone della scorsa settimana. Lo sfogo del presidente prima, le dimissioni di Ferrigno e Venuto poi: tutti aspetti che pongono tanti interrogativi, parecchi dubbi. Poche storie. Il Messina non ha un'identità. E se ne è accorto anche Giacomo Modica dopo il fallimentare match in Calabria. Spetterà a lui provare a cambiare le carte in tavola. 

NUMERI - Sette partite. Due pareggi, cinque sconfitte. Solo tre reti all'attivo, ben nove subite. Sono questi i numeri di un gruppo che “ha bisogno di ritrovare un'anima”. Un Messina che pecca di consistenza e solidità in tutti i reparti. La difesa non convince del tutto, nonostante Bruno e Colombini dovrebbero garantire sicurezza. Troppe le ingenuità e le distrazioni soprattutto nei minuti finali, quando cala l'attenzione (Gela e Acireale gli esempi lampanti) e anche la più piccola indecisione può costarti cara. Poco dinamico anche il centrocampo, dove le uniche note lieve arrivano da Migliorini e Maiorano, quest ultimo non ancora al meglio della forma. Bossa e Lavrendi fanno fatica, due ragazzi con ottime potenzialità che non riescono ancora ad esprimersi al meglio. Pezzella non pervenuto. Il reparto offensivo, poi. L'incognita più grande. Poca cattiveria, poca incisività sotto porta. Trame d'attacco che non vengono quasi mai concretizzate e si arrestano negli ultimi venti metri. Sarà anche vero il fatto che una prima punta in rosa non c'è, un giocatore che ti butti la palla in fondo al sacco, ma i vari Cocuzza e Dezai, pur con la loro esperienza, non sono riusciti fin qui a fare la differenza. Testa bassa e pedalare. Due impegni casalinghi alle porte, la capolista Troina e la Vibonese. Aspettando ancora il vero Messina.
martedì 17 ottobre 2017

Carmelo Previti

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