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Al liceo “Trimarchi” la VI edizione della Notte del Liceo classico

“Naturae non imperatur, nisi parendo”

Foto Galleria Stampa
L’uomo è, come amava definirlo Aristotele, un “animale” razionale, un essere pensante che, in quanto tale non vive unicamente per soddisfare i propri bisogni fisici e materiali, ma è dotato di ratio. Eppure, talvolta l’uomo oggi sembra dimenticare di possedere tale facoltà o credere, ancor peggio, che essa sia sinonimo di imperium, di un potere incontrastabile che non conosce alcun confine né spaziale né temporale. Ritiene, così, di poter dominare tutto ciò che lo circonda, quella totalità di esseri viventi ed elementi inanimati che costituisce la Natura. Una realtà con cui l’uomo ha sempre dialogato, con cui ha vissuto in simbiosi tanto da annullarsi nella sua essenza, tanto da arrivare, a volte, ad una fusione panica. Oggi questo rapporto sembra vivere una tragica crisi dal momento che l’uomo crede di essere superiore a tale entità, di poterla governare senza conoscerne le regole, senza conoscere quei meccanismi di causa ed effetto che determinano molti eventi naturali. Un dialogo che vive una terribile battuta d’arresto ma che va, necessariamente, restaurato per il bene delle generazioni future.  
Dall’Amazzonia alle fiamme dell’Australia si leva un grido di allarme che non può restare inascoltato. Un grido che ha spinto il Liceo classico “Trimarchi” di Santa Teresa di Riva, appartenente all’ I.I.S “Caminiti-Trimarchi”, a dedicare la VI edizione della Notte del Liceo classico all’elogio di Madre Natura. Uno degli eventi più attesi dell’intero anno scolastico, nato sei anni fa da un’idea di Rocco Schembra, docente di latino e greco al Liceo classico “Gulli e Pennisi” di Acireale. Una notte in cui il mondo classico e i suoi valori uniscono, in un’unica rete, l’intero territorio nazionale, dimostrando come tali studi siano tutt’altro che sepolti dal tempo. 
Il mondo classico non smetterà mai di dialogare con l’uomo, non smetterà mai di trasmettere a questo validi insegnamenti, invitandolo a mettere costantemente in discussione sé stesso e il suo rapporto con il mondo esterno. Un valore inestimabile quello della classicità, un valore in cui credono fortemente i docenti e, di conseguenza, tutti gli studenti del liceo classico “Trimarchi”, che anche quest’anno hanno operato in perfetta sinergia per la realizzazione dell’evento. Una sinergia che ha coinvolto, all’esterno, ovviamente l’Amministrazione Comunale, rappresentata ieri sera dal sindaco Danilo Lo Giudice, e diverse realtà commerciali che hanno scelto di sostenere l’iniziativa. Ad abbracciare l’evento è stato anche l’atelier della stilista Simona Gullotta, i cui meravigliosi abiti, eternatori delle bellezze paesaggistiche e architettoniche della nostra terra, sono stati esposti nella palestra del Liceo, luogo in cui sono succeduti i diversi momenti della serata. 
Una serata che è stata aperta in medias res da un corteo mitologico che ha visto muoversi per le vie del paese, uno dopo l’altro, gli studenti del Liceo che hanno vestito i panni dei mitici progenitori del creato e dell’umanità. Da Gea e Urano a Crono e Rea, da Oceano e Teti a Poseidone, dio del mare accompagnato dalle Nereidi, da Zeus, nume supremo a Plutone, signore degli Inferi, da Artemide, regina dei boschi affiancata dalle Oceanine, al dio caprino Pan. Non potevano mancare, ovviamente, in questa sfilata, denominata “Mitologia e Natura”, divinità come Eolo, re dei venti, Helios e Selene, aiutanti dell’umanità come Prometeo, progenitori del genere umano come Decaulione e Pirra. A presentare tali figure al pubblico non poteva che essere il poeta greco Esiodo che nella sua Teogonia ha raccontato l’origine del mondo, dal Caos al kosmoς
Un inizio in grande stile, segnato anche dalla presenza della prestigiosa Brigata Aosta, per una serata che ha regalato al numeroso pubblico, presente nella palestra del Liceo, momenti culturali di alto tenore. Di notevole interesse si è rilevata, ad esempio, la lectio “La scienza dal cambiamento climatico e l’accordo di Parigi”, tenuta dall’Ing. Massimo Caminiti dell’ENEA di Roma che ha messo in risalto le possibili cause dell’atroce cambiamento climatico che stiamo vivendo e quanto irresponsabile sia l’azione dell’uomo sull’ambiente. L’uomo che non rispetta la natura, e, talvolta, nemmeno sé stesso nel momento in cui, come messo in evidenza dal Dott. Giuseppe Turiano, Presidente A.D.A.M.O, non adotta un’alimentazione ecosostenibile. Eppure, i classici, i grandi capolavori della letteratura greca, latina e italiana ci invitano a rispettare la natura e le sue leggi, senza credere, stoltamente, di essere padroni dell’universo. Ce lo insegna Leopardi nel “Dialogo della natura e di un Islandese”, magistralmente interpretato ieri sera da altri due grandi ospiti della serata, l’attore Francesco Biolchini affiancato da Angela Barbera. Leopardi ha descritto il volto più cupo, più spaventoso della natura ma ha celebrato anche la sua eterna bellezza. Quest’ultima è stata eternata, prima di lui, anche dai poeti greci e latini, i cui versi sono stati recitati ieri dagli studenti del Liceo all’interno della “Recital pièce”. Un momento che ha visto gli allievi protagonisti così come è avvenuto nei vari intermezzi musicali, canori, teatrali e danzanti. Dalla performance teatrale “Prometeo incatenato” agli intermezzi danzati del Liceo Trimarchi Ballet Group, a quelli musicali curati da talenti, figli del Liceo, come Giovanni Salimbeni al clarinetto, Lorenzo Allegra al violino, Ludovica Crisafulli al piano o ancora Alessia Pinto e Carmen Cavallaro
Gli studenti, parte integrante della realtà scolastica, sono stati, dunque, gli indiscussi protagonisti della serata, i “difensori” di un mondo classico spesso oltraggiato da chi non ne coglie, non ne apprezza l’inestinguibile ed eterno valore, “sentinelle” che hanno accolto il grido d’allarme che giunge oggi dalla natura. Gli allievi del liceo “Trimarchi” ricordano i grandi insegnamenti ricavabili a tal proposito dai testi classici così come le parole del filosofo Bacone, motto della serata, “Naturae non imperatur, nisi parendo” ossia “La natura non si domina, se non ubbidendole”. Parole che l’uomo di oggi, che si erge a dominatore dell’universo, dovrebbe ricordare se vuole salvaguardare il pianeta, le sue risorse e garantire alle generazioni future una migliore qualità della vita.

sabato 18 gennaio 2020

Alessia Vanaria

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