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“Le mille bolle blu” apre “Riflessioni” la quarta stagione teatrale del Clan Off

Una storia d’amore intensa e segreta

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Un amore puro, un amore destinato a rimanere segreto perché il mondo non può comprenderlo ma può solo giudicarlo sulla base di stolti pregiudizi. Un sentimento che il volgo etichetta, facilmente, parlando di omosessualità, “epiteto” che, ancora oggi, molte volte assume una valenza dispregiativa. Si associa, tristemente, ad una “malattia”, ad una forma di devianza dall’eterosessualità. Tutto questo come se l’amore omosessuale non fosse da ritenersi mai puro, sincero, come se l’amore sbocciasse unicamente tra sessi e non tra le persone, unisse i corpi e non le anime. Una verità, quest’ultima, che conoscono bene Nardo ed Emanuele, i due amanti al centro della pièce teatrale “Le mille bolle blu”, scritta da Salvatore Rizzo e in scena questo fine settimana al Clan Off Teatro
“Eri per lui come uno di famiglia”: queste le parole che Elvira, moglie di Emanuele, rivolge a Nardo, distrutto dal dolore, di fronte alla bara del suo amato. Elvira lo presenta così agli amici di Emanuele nel giorno delle sue esequie, come uno di famiglia, il suo barbiere da trent’anni. Il mondo non sa nulla dell’unione tra le loro anime che è iniziata nel lontano 1961. Si sono conosciuti nel salone da barbiere dove lavorava Nardo, le loro vite, così tremendamente diverse si sono intrecciate, in quella giornata per la prima volta. Emanuele è un avvocato della buona borghesia, Nardo un semplice barbiere di borgata. Eppure, da quella mattina non hanno mai smesso di amarsi, sempre “zitti, zitti, suli, suli, a mucciuni a mucciuni”. Il loro amore non sarebbe mai potuto finire se la morte non avesse strappato via troppo presto Emanuele. Di fronte alla morte, però, non c’è nulla da nascondere ed ecco che Nardo ripercorre tutte le tappe di questa loro avventura. Gelosie, litigi, baci diventano le anime di una vita segreta, parallela, che i due conducono di nascosto dalle rispettive mogli. Nonostante le discussioni, talvolta, anche accese, i due non smettono mai di amarsi fino a quel fatidico giorno. Quel giorno in cui tutti salutano, per l’ultima volta, Emanuele, quel giorno in cui i fiori di Nardo si uniscono a quelli degli altri. Per il mondo è uno tra i tanti che l’hanno conosciuto. Eppure, così non è e vorrebbe gridarlo forte, vorrebbe dar voce al suo dolore. Non può farlo così come in vita non ha potuto vivere apertamente il suo amore. Il mondo non avrebbe capito, il volgo li avrebbe giudicati. Adesso, però, “cu si ni futti du munnu?”
Amore e dolore diventano, dunque, le due facce di una stessa medaglia, le due anime di una storia che magistralmente rivive sulla scena teatrale. Rivive e sembra arricchirsi costantemente di linfa nuova grazie all’interpretazione, senza dubbio, unica di Filippo Luna. Quest’ultimo interpreta Nardo e trascina gli spettatori nel suo micro-cosmo in maniera immediata, annullando qualsiasi barriera tra finzione e realtà. Gli spettatori sono coinvolti emotivamente dal suo racconto, ne seguono gli eventi senza mai distogliere l’attenzione. Danzano con Nardo sulle note delle canzoni degli anni ’60 come “Mille bolle blu” o dei Bee Gees, condividono la sua gioia, il suo dolore struggente dinnanzi a quel tempo fermatosi, a quell’orologio che sembra segnare, costantemente, per i due amanti le “nove e venti”
Una pièce, prodotta da Nutrimenti Terrestri in collaborazione con Rete Latitudini, che si distingue per il suo indubbio valore teatrale. Un valore che le ha consentito di essere insignita nel 2010 del Premio dell’Associazione Nazionale Critici Letterari per l’interpretazione e che ha raggiunto, quest’anno, il traguardo di ben undici anni di repliche. 
Premi e traguardi più che meritati per una pièce che apre, in grande stile, “Riflessioni”, la quarta stagione del Clan Off Teatro. Una realtà culturale, che in questi anni è cresciuta, sempre più, grazie alla dedizione e alla passione che i due fondatori Mauro Failla e Giovanni Maria Currò mettono nel loro lavoro. Una passione che li induce a non lasciare nulla al caso, a curare nei dettagli ogni evento in cartellone per regalare ai Messinesi momenti di grande teatro. La città mostra di apprezzare il loro infaticabile impegno e noi siamo lieti di raccontarvi tutte le pièce che il palcoscenico del Clan Off ospiterà, tutti gli attimi di quella meravigliosa storia iniziata, quattro anni fa, grazie a quella che all’epoca definimmo una “straordinaria follia creativa”.


domenica 27 ottobre 2019

Alessia Vanaria

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