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L'evento culturale commentato dal Prof. Giuseppe Restifo

Mostra su “1719 – 2019 Una guerra, una battaglia 21 – 22 – 23 GIUGNO“

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L'evento culturale commentato dal Prof. Giuseppe Restifo: 
La mostra coglie una serie di percorsi immateriali concretizzati con l’esposizione di libri e stampe originali d’epoca, manufatti bellici e antropici ritrovati a seguito del dilavamento torrenziale dello Zavianni. I libri pubblicati dai cultori di storia patria locale completano i percorsi storiografici della mostra attuale. Il convegno internazionale li riapre e li approfondisce negli aspetti storici e nei contenuti. 
Nella mostra si trova un Book Shop con riproduzioni delle stampe antiche che sono state oggetto di un collezionismo appassionato, egualmente diviso in due grandi categorie: cartografia e vedute. 
La cartografia antica ci racconta come nel passato venissero rappresentate regioni o intere nazioni, forse in maniera poco scientifica, ma con una bellezza grafica e coloristica affascinante. Le vedute spaziano da scene di vita guerriera e da paesaggi rurali a vedute di città, e spesso si caratterizzano per una minuziosità e cura dei dettagli che le rendono uniche, capaci di restituire ancora meglio di una fotografia un particolare momento immortalato. Ciascun percorso è corredato da una scheda descrittiva per facilitare l’esplorazione e la conoscenza del patrimonio archivistico. Antonino lmmesi Una guerra, una battaglia: la Sicilia non è più spagnola, diventa austriaca. L’lsola più ambita, l’lsola più contesa nel Mediterraneo, agli inizi del 1700, è la Sicilia. Dopo essere stata ispanica per più di due secoli, con il Trattato di Utrecht del 1713-1714, che concluse la Guerra di successione spagnola, la Sicilia veniva assegnata ai Savoja. Vittorio Amedeo II da duca subalpino prendeva il titolo di re, perché la Sicilia era appunto un regno. Ma la Spagna, sotto la guida del cardinal Alberoni, non si era rassegnata ed aveva la forza per occupare nel 1717 la Sardegna, anch’essa un regno per secoli iberico. Così, ancora, a luglio del 1718, un corpo di spedizione spagnolo “si riprese” la Sicilia. Ad agosto dello stesso anno nasce la Quadruplice Alleanza antispagnola, formata da Austria, Francia, lnghilterra e Olanda. L’esordio della guerra fu nelle acque di Capo Passero, dove la flotta inglese, comandata dall’ammiraglio Byng, annientò la squadra navale spagnola. La vera guerra fu però nel 1719, dopo lo sbarco alla Marina di Patti, di un corpo d’armata austriaco, al comando del conte di Mercy. Scaramucce e raids delle bande armate siciliane, schierate con gli Spagnoli, precedono la giornata campale del 20 giugno 1719. A Francavilla è attestato l’esercito spagnolo, al comando del marchese de Lede, con uno schieramento di artiglieria, fanti e cavalleria che fa perno sul Colle dei Cappuccini. Contro questo si scaraventa, calando dal Passo Tre Fontane e lungo la fiumara Zavianni, l’esercito austriaco, ma la resistenza spagnola è implacabile. Alla fine della giornata, un massacro. Sul campo, sulle sponde della fiumara e del fiume S. Paolo, che si tingono di rosso, giacciono più di cinquemila uomini, che non sono solo austriaci e spagnoli, ma anche tedeschi, catalani, irlandesi, lorenesi, milanesi, napoletani, portoghesi e, naturalmente, anche siciliani, e pure qualche paesano di Francavilla. Insomma “una battaglia europea”. La scarsa intraprendenza del comandante spagnolo lasciò poi la strada libera agli Austriaci lungo la Valle dell’Alcantara, verso la marina di Giardini-Naxos, di fronte alla quale stazionava la flotta inglese. Da lì, prima alla conquista di Taormina e poi a quella di Messina, l’esercito austriaco andò a posizionarsi nella Sicilia occidentale, giungendo alla sospensione delle ostilità con la Convenzione di Palermo. Infine, con il Trattato de L’Aia del 1720, gli Spagnoli dovettero abbandonare la Sicilia, che restò austriaca.Andrà ai Borbone nel 1734, ma sarà un’altra storia.


 

venerdì 21 giugno 2019

Prof. Giuseppe Restifo

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