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La nuova moda riguardante la “Chirurgia plastica”

Evviva l’estate è arrivata, usi e costumi

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Negli stabilimenti balneari, spiagge libere o riservate ai vip, finalmente si grida evviva, l’estate è arrivata. E poco importa se non ha dato il naturale preavviso al punto da costringere i patiti del mare a fare una rapida e disordinata raccolta dei capi autunnali da portare in lavanderia, e contestuale rimozione degli scaffali estivi dei costumi, copricostumi, tovaglie e tovagliette e quanto indispensabile da mettere nel borsone e nel portabagagli dell’auto per poi raggiungere il mare. Immaginiamo la frenesia delle donne nei preparativi. 
Le sfilate “fronte” o “traverse” davanti allo specchio dell’armadio grande per verificare se l’inverno abbia lasciato qualche traccia di adipe e programmare di porvi rimedio, specialmente se la “malformazione” risulta situata sul “didietro”. 
Nei tempi andati, “Mi sono fatto un c. così” era considerata un’espressione volgare, diretta a far conoscere grandi fatiche e sacrifici fatti per raggiungere qualche obiettivo oppure realizzare un sogno.
 Oggi è entrato di prepotenza nel linguaggio modaiolo, l’espressione “mi sono rifatta il c.”. 
Una ricostruzione, che secondo affidabili resoconti di stampa specializzata riguardante la “Chirurgia plastica”, costa all’incirca ventimila euro, e anche più se le “chiappe chiare” da sagomare presentano imperfezioni troppo pronunciate. Diciamo intanto che agli albori del 900, per le donne, andare al mare era un problema, perché il costume era rappresentato da una sorta di tuta che le copriva dalla testa ai piedi. Nel corso del tempo, il modo di abbigliarsi delle donne a mare, è cambiato in modo graduale ma costante, e anno dopo anno si è giunti al 1940, mese di Luglio, quando il sarto francese Louis Rèard ha inventato il Bikini. Un ridottissimo costume da bagno che ha consentito alle donne, di esporre quasi per intero il proprio fisico. Dice: E il maschio? Lasciamo stare, perché il “maschio” in spiaggia, in generale – ma dipende anche dall’età e dal fisico che si ritrova – fa “l’osservatore” e a esibire le natiche non ci pensa proprio. Salvo che non si tratti di un “fuoriditesta”. Insomma, pensatela come volete, ma non v’è dubbio alcuno sul dato che il bikini sembrava avesse segnato un punto d’arrivo, quanto alla possibilità che dal ridottissimo costume si potesse andare oltre. l Bikini pare stenti a tenere il passo, anche se consente di potere ammirare nei secoli dei secoli in tutte le spiagge del mondo, giovani e meno giovani donne, con prorompenti seni e glutei modellati. Tuttavia, piano piano, e senza fare rumore, a certi livelli dello star system pare si stia imponendo il Monokini che – come credo sia noto – non è un costume che copre il fisico di una donna dal seno ai glutei, ma “mono” perché per l’appunto copre – si fa per dire - solo la verticale divisoria delle due rotondità e l’indispensabile del davanti, dunque null’altro che uno SLIP, che i furbi della materia modaiola hanno chiamato “topless”. In Italia pare abbia avuto un notevole incremento e che contestualmente si siano centuplicate le richieste d’intervento per avere un fondoschiena perfetto. Insomma – le donne lo sanno bene – la prova costume non accetta alibi e dunque, occorre pensarci per tempo a una bella “gluteo-plastica” sui cui aspetti tecnico-esecutivi non mi addentro, in quanto un occasionale “opinionista” su fenomeni di costume che di chirurgia-plastica non capisce una cippa. Resta il fatto che secondo affidabili statistiche, nell’ultimo biennio, in Italia sono stati eseguiti 320mila interventi “risagomaglutei”. Comunque: bikini topless, slip e “ciondolini”, hanno eliminato “l’immaginazione” ovvero la facoltà di elaborare liberamente con la fantasia, perché oramai è “quasi tutto” visibile. E allora la sintesi non può che essere quella secondo cui non sono più solo le divine del cinema e dello spettacolo a determinare la moda e a esibire il loro lato B con la necessaria sensualità. Oramai è la cosiddetta “massa” a pretendere corpo sinuoso e sedere a mandolino perché – come ebbe a scrivere il celebre Drammaturgo Irlandese John B. Keane: “Di tutti i panorami di questo mondo, è insuperabile e sempre lo sarà, il “posteriore femminile”.
 E se l’ha detto lui?!!?! 
sabato 15 giugno 2019

Antonino Marino – (cittadino di Messina)

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