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Barche, pesci e sculture marine nel mondo del “pescatore di legni”

Tra Eolo e Nettuno nella personale di Gianfranco Sessa

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Il mare è da sempre la sua più grande passione, il luogo che custodisce i suoi pensieri, le sue emozioni, le sue sensazioni. 
Porto il mare sempre con me – ci racconta Gianfranco Sessa, mentre dalle tasche tira fuori delle conchiglie. Sono un “pescatore di legni”, così mi piace definirmi. Passo intere giornate a camminare sulla spiaggia alla ricerca di legni che le intemperie, il mare hanno modellato rendendoli pezzi unici. Legni che poi metto insieme per realizzare queste opere e che diventano pesci, barche, lampade e sculture”. 
Esposizioni che hanno ispirato il titolo della personale “Tra Eolo e Nettuno”, tra il vento e il mare, inaugurata domenica pomeriggio al garden della Feltrinelli point di Messina. 
La mostra organizzata dall’Associazione culturale Kafka di Vittoria Arena mette in evidenza la parte inconscia della personalità dell’artista. Quarantacinque opere dal colore azzurro che riproducono l’ambiente marinaro tra barche, pesci e sculture lignee che come sottolinea Vittoria Arena “oltre ad essere plasmati dal mare e dalle onde vengono, dall’artista, ridisegnate e composte delle armonie per diventare dei piccoli capolavori di arredo per calore e colore”. 
L’anima grezza viene modellata rendendo ogni pezzo autentico, unico, tutto sul tono dell’azzurro come se, l’autore, idealmente in questo colore attribuisse il motivo di un’identità, per risalire alla divinità dell’uomo. 
Nelle sue opere emerge tutta la sensibilità di un uomo che ha trovato in un momento di crisi, come ha raccontato l’amica di sempre, la dott.ssa Mimma Lucianola forza di un grande cambiamento che lo ha portato a tirare fuori il talento rappresentato in questi pesci, simbolo di spiritualità, consapevolezza e sensualità”. 
Una passione che Gianfranco Sessa ha scoperto per caso e che adesso splende nelle storie di semplici legni che il mare ha restituito affinché prendessero nuova vita. Opere, la cui bellezza sta nel silenzio della sua sensibilità, come lo ha definito il maestro Nino Pracanica
La mostra resterà aperta al pubblico fino a domenica 14 aprile nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 20:00, sabato dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00, domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00.
martedì 9 aprile 2019

Cristina D'Arrigo

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