il Cittadino di Messina - quotidiano e settimanale on-line: l'informazione gratuita ovunque tu sia.

“L’ammazzatore” di Rosario Palazzolo in scena al Clan Off Teatro

Un moderno inetto sveviano al centro di un’originale pičce

Stampa
Nel grande mare dell’esistenza accade a volte di vivere e trovarsi protagonisti di storie che non appartengono al soggetto che ne è chiamato a scrivere la trama. Egli è come una penna sorda che, sotto il potere di una mano ignota, scrive di scelte che non avrebbe mai voluto compiere e che lo hanno visto non vivere ma guardarsi vivere. Di fronte a questo destino si può scegliere di rassegnarsi, oppure di lottare, incessantemente, alla ricerca di nuovi spazi vitali. Quest’ultimo è il caso di Ernesto Scossa, protagonista dello spettacolo “L’ammazzatore” di Rosario Palazzolo, in scena questo fine settimana al Clan Off Teatro
Ernesto è nato a Palermo, una città chiusa, una realtà che non sembra concedere alcun spazio all’azione umana. Appare incapace di scrivere il proprio domani, si destreggia, giorno dopo giorno, svolgendo lavori vari senza che nessuno, però, rispecchi il suo essere. E come un inetto sveviano, improvvisamente, si trova innanzi a quello che crede possa rappresentare per lui un punto di svolta, un nuovo inizio. Ecco che diventa, presto, un uomo cinico, senza scrupoli, chiamato a premere, costantemente, il grilletto di una pistola ed a uccidere per mestiere. Diventa un “ammazzatore” la cui fama aumenta, uccisione dopo uccisione, fino al conferimento di quell’incarico che gli fa conoscere un nemico sconosciuto e inaspettato: l’amore. Dinnanzi alla bellezza di Katia, la pistola diventa inutile ed egli incapace di svolgere il proprio ruolo. L“uomo minuscolo” elabora “un minuscolo pensiero”, fugge con la sua donna ad Apecchio, terra di un nuovo inizio. Il passato, però, ritorna e con esso si dissolve la possibilità di un nuovo inizio. Una dissoluzione rapida che è seguita, però, dall’affiorare di un nuovo pensiero, di uno spiraglio attraverso cui poter guardare ancora avanti, lungo la linea del tempo. Poco importa se si è prossimi al baratro, c’è sempre tempo per dilatare il tempo e ritagliarsi un nuovo spazio vitale. 
Una pièce magistralmente costruita, nata dal piacevole incontro artistico tra il regista, Giuseppe Cutino e Rosario Palazzolo, autore nonché straordinario interprete in scena. Al suo fianco un non meno istrionico Salvatore Nocera, chiamato a “condividere” ora i panni di Ernesto con Palazzolo, ora a vestire quelli dello “zio” e degli altri personaggi coinvolti, spesso loro malgrado, in questa vicenda. Palazzolo e Nocera sono le due anime di una pièce che fa dell’originalità, senza dubbio, la propria chiave di volta. Il pubblico, infatti, è chiamato ex abrupto a conoscere Ernesto e la sua storia, a viverne tutte le varie vicissitudini sentendosi pienamente coinvolto nello sviluppo narrativo della pièce. Si tratta di un coinvolgimento che si potrebbe definire di duplice natura: fisico ed emotivo. La totale rottura della quarta parete si rivela determinante sin dal primo impatto, dal momento che gli spettatori divengono attori e gli attori si muovono tra la platea come se la scena non avesse alcun confine, e tutta la realtà non fosse altro, quale è, che un immenso palcoscenico. Non meno significativo né meno riuscito quello che potremmo definire il coinvolgimento emotivo, figlio della grandissima capacità interpretativa dei due attori che lascia spazio al riso in più circostanze, ma che invita anche, spesso alla riflessione. Invita a riflettere sull’esistenza, sulle scelte che si attuano e meritano, dunque, di essere definite tali e quelle che piombano sul soggetto senza offrire alcuna via di fuga, sui pensieri e sulla loro natura. Cifre caratterizzanti di un’umanità meschina, alienata che non ha altro che una percezione straniata del reale. Si muove, costantemente, senza avvedersene lungo una sottile linea di confine tra reale e finzione, tra vita e morte. Ernesto non si rassegna, però, a questo triste stato di cose, cerca sempre un nuovo inizio, un nuovo spiraglio di luce, una nuova “virgola” vitale in una dimensione spazio-tempo assolutamente dilatata, eterna.


domenica 10 marzo 2019

Alessia Vanaria

    Vai a pagina
    segui il meteo
    sab 25
    22°-15°