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I contenuti del volume saranno oggetto di un dialogo con l’autore, curato da Caterina Mittiga

Salina l´11 luglio, presentazione del libro Stretto di Messina. Traversata e collegamenti di Attilio Borda Bossana

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Preview l’undici luglio in apertura della settima edizione del MareFestival a Salina (isole Eolie), per il nuovo libro Stretto di Messina. Traversata e collegamenti del giornalista Attilio Borda Bossana, edito da Pungitopo nella collana Paladini. 
I contenuti del volume saranno oggetto di un dialogo con l’autore, curato da Caterina Mittiga, nel corso del talk show serale esclusivo al Lido Gharb di Lingua, con la madrina di MareFestival, Maria Grazia Cucinotta.  
Il libro che sarà poi presentato a Messina a settembre, propone un’analisi della complessa storia dei trasporti e dall’attraversamento del braccio di mare, in rapporto alle ragioni della salvaguardia della vivibilità della vasta Area dello Stretto. 
Un tema che non conosce tempo, pendolo dell’incertezza, tra sogno e realtà; antico e moderno, con valenze diverse; oggi atemporale moltiplicatore d’interesse o profonda letargia, secondo le stagioni politiche o il succedersi degli appuntamenti elettorali. 
Questione che fa riemergere il filo conduttore della storia di Messina ritmata tra intermodalità dei trasporti, collegamenti marittimi e ferroviari o attraversamento stabile, circonlocuzione questa per mimetizzare la parola “ponte”. Tutte visioni di quel ponte di carta, di gomma, del mito, dei sospiri, della discordia, o delle polemiche, spesso; ma anche ponte “infinito”, immaginario oppure negato, vietato, proibito, imprescindibile, indispensabile, follia, risorsa, spot, utile, inutile, mostro e illusione. Teatro del mito, poliedrica saga dell’oscillazione, arco narrativo di vicissitudini da esplorare con uno sguardo sul ponte, oltre il ponte e …dal ponte.
 Lo Stretto di Messina attraversato, collegato; ieri, oggi e in un prossimo futuro è infatti lo schema filologico scelto dall’Autore attraverso la rilettura dell’ampio dibattito in Parlamento e di quanto emerso sulla stampa, in tanti anni e in diverse stagioni politiche del Paese, evidenziando con un percorso parallelo l’e/involuzione che il trasporto marittimo ha registrato nel tempo. Curiose, poco conosciute e a volte inedite, sono poi alcune finestre inserite nel testo come la “regia” traversata nel 1881 di re Umberto I e della regina Margherita; lo Stretto attraverso le figurine; la posta nei contenitori lanciati dai marinai in transito nelle acque dello Stretto o la querelle che nel 1894, interessò le Aule parlamentari per il nome del piroscafo Vis, che operò nei collegamenti tra Sicilia e Calabria. I traghetti, fanno parte di tale scenario, "uniscono col filo continuo del loro andirivieni, - scriveva il poeta barcellonese Bartolo Cattafi nel 1960 - come spole grosse e rozze, le due rive; questo è uno degli specchi d'acqua più movimentati al mondo e, nonostante tutto ciò, tra i più decaduti”. Il libro offre un approfondimento ampio sull’argomento, dalla prima volta che si senti parlare di Stretto di Messina, durante la III Legislatura del Regno di Sardegna, ai dibattiti successivi, sino all’attuale momento storico, con un punto di vista probabilmente nuovo, per offrire un ampio momento di riflessione a oltre 100 anni dalla costituzione del servizio di Stato e dall'entrata in esercizio nello Stretto di due ferry-boats e poi dal traghettamento privato. Nello spazio che il festival eoliano di cinema, musica e moda dedica alla letteratura si inserisce quindi il libro di Borda Bossana che non manca di ricordare vari film, in cui il ricorso al ferry boat è stato utilizzato per porre l’accento al collegamento/isolamento tra Sicilia e Continente dal punto di vista sociale, economico ed etnoantropologico. Un cliché che già agli albori del Novecento figurava, in Lo sbarco dei passeggeri dal Ferry-Boat, risposta italiana nel 1898 al cortometraggio francese, L’arrivé d’un train à la gare de Ciotat dei fratelli Lumiere. Una sicilianità dei luoghi che ricomparirà più tardi, con Il Mafioso di Lattuada del 1962, con Alberto Sordi appoggiato al parapetto del ferry boat, che afferma la sua appartenenza ancestrale all’Isola e anche nella scena dell’attracco delle navi traghetto alla stazione marittima di Messina, nel film La sbandata, diretto da Salvatore Samperi nel 1974, con Domenico Modugno, sino ad arrivare a più recenti documentari realizzati nel solco dello storico servizio sul ferry boat Messina anni 50 di Mario Soldati.
lunedì 9 luglio 2018


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