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NOMINATO CAVALIERE NORMANNO DELLA PALMARA

Ambito riconoscimento nobiliare a Don Diego Spanò dei Tre Mulini

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SOVRANO ORDINE DEI CAVALIERI NORMANNI DELLA PALMARA - REAL CASA D’ALTAVILLA DI SICILIA “ OPPRESSA RESURGIT
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A.D. 1062 Origini storiche – Quando nel lontano undicesimo secolo nell’Italia meridionale sbarcarono i discendenti di un certo Tancredi (980-990 – c.1041) Conte di Hauteville (Altavilla, Hauteville-la-Guichard) in Normandia, la storia, non solo italiana bensì europea, da quel giorno non fu più la stessa I Normanni, pur avendo origini barbare poiché diretti discendenti degli impavidi vichinghi, durante la loro permanenza nella terra di Normandia si civilizzarono a tal punto da fondare, in ogni luogo che conquistarono, regni così progrediti che ancora oggi ne possiamo vedere gli splendenti frutti. Oltre le terre russe ed inglesi, i Normanni fecero del meridione italiano il fulcro della civiltà europea, e Federico II conosciuto come Stupor Mundi (1194 – 1250), per aver fatto di Palermo la corte più progredita, civilizzata ed illuminata del suo tempo, dovette il suo successo al nonno che lo precedette sul trono del Regno di Sicilia, Ruggero II d’Alta- villa (1095 – 1154). Costui fu il primo Re di Sicilia ed il discendente di una stirpe gloriosa e vittoriosa la quale, partita dalla Normandia, creò un Regno mai più eguagliato e da sempre rimpianto. Tutto ebbe inizio nel febbraio dell’anno 1061 quando i due fratelli Altavilla, il Gran Conte Ruggero e suo fratello il Duca Roberto detto il Guiscardo, cominciarono la conquista della Sicilia all’epoca in mano araba da Messina, e conclusasi con la liberazione di Palermo nel 1072. Il figlio del Gran Conte Ruggero, Ruggero II, diverrà Re di Sicilia nella notte di Natale del 1130. I successivi Re normanni succedutisi sul trono di Sicilia furono Guglielmo I detto il Malo (1154-1166), Guglielmo II detto il Buono (1166-1189), Tancredi di Lecce (1189-1194) e l’ultimo, il bambino di soli 9 anni, Guglielmo III (1194) che regnò simbolica- mente poiché scacciato dall’Imperatore svevo Enrico VI, figlio del più famoso Imperatore Federico I detto il Barbarossa. Enrico VI si impadronì illegittimamente del trono di Sicilia sposando la figlia del primo Re Ruggero II d’Altavilla, Costanza d’Altavilla, e usurpando la corona al bambino Guglielmo III, figlio secondogenito di Tancredi di Lecce e di sua moglie Sibilla di Medania. La dinastia d’Altavilla continuò a vivere nel silenzio e nell’ombra della storia a Messina. Tancredi di Lecce, prima del matrimonio con Sibilla, visse con una nobildonna, Signora delle Palmare (terre nella zona sud di Messina) e da lei ebbe un figlio, Ruggero, il quale, raggiunta la matura età, fu ” infeudato” delle terre della madre, le terre della Palmara. Questo risulta da studi svolti dal Principe Mario Policastro del Gherasco, discendente da un ramo degli Altavilla poi Signori di Paternò, profondo conoscitore della storia normanna, il quale pertanto nel 1999 riconosceva in Sua Altezza Reale il Principe Ing. Don Oreste Palamara d’Altavilla Milicia, Signore delle Terre delle Palmare ( 7.11.2006) un legittimo discendente del Ramo Reale dei d’Altavilla di Sicilia. Della Casata Palmara, poi Palamara (od ancora Palma, Palamaro, Palamaro), si hanno notizie di alcuni discendenti quali Guglielmo, Giustiziere per Federico II (1236); Bernardo, Giustiziere di Principato (1322); Ranieri, Giudice Straticoziale in Messina (1381); Roberto, Vicario del Regno (XIV sec.) e in seguito la Casata venne confermata Nobile nel 1419 ed aggregata alla nobiltà di Messina nel XVII secolo. Dal “Nobiliario di Sicilia” di Antonio Magno di Casalgerardo (1915) si legge: “Palma: Nobile Famiglia che si vuole di origine normanna; godette di nobiltà in Sicilia nelle città di Messina, Marsala, Monte San Giuliano”. Giuseppe Galuppi, nella sua opera “Nobiliario della Città di Messina”, 1877, a pagina 239, parla di una Famiglia Palamaro che dice nobile di Messina, Baroni nel XIV secolo e avente la stessa Arme Araldica della Famiglia Palma di Monte San Giuliano e ricorda un Nicolò e suo figlio Bernardo Palamaro i quali possedettero feudi nel XIV secolo. Continua il Galuppi citando altri nobili ed illustri della stessa Casata, ininterrottamente dal XVI secolo al XIX. Natura e scopi – Il Sovrano Ordine dei Cavalieri Normanni della Palmara è Ordine non nazionale, nobilitante, di Collazione dinastica della Real Casa Palamara d’Altavilla di Sicilia, attualmente confluita nel patrimonio storico dinastico della Imperiale Reale Granducale Casa Tiberio Dobrynia d’Aragona di Roma-Bisanzio di Russia. E’ un’organizzazione autonoma, senza scopi di lucro, ecumenica e interreligiosa, e svolge la propria attività sul piano squisitamente culturale per la salvaguardia e promozione della gloriosa storia normanna in terra di Sicilia, con impegno sociale e umanitario per la pace e l’affratellamento tra i popoli. L’Ordine è posto sotto il governo amministrativo del Gran Consiglio Europeo dei Principi, e sotto l’Alto Protettorato Spirituale della Santa Chiesa Ortodossa Slava Universale Siriana Antiochena, e della Santa Chiesa Apostolica Ortodossa Orientale Assiro Caldea il cui Patriarca S.B. Mons. Adeodato Leopoldo Francesco Luigi Mancini già nel 2003 con Sacra Bolla Episcopale “Dux Regis”, riconosceva la legittimità di detto Ordine Normanno e la reale discendenza normanna “jure sanguinis” del Gran Maestro il Principe Don Oreste Palamara d’Hauteville-Sicilia. Membri e Classi – I Membri, Cavalieri e Dame, formano una Classe Unica: quella dei Cavalieri Ereditari di collana. Insegne – Croce ottagona, di bianco, nel cuore scudetto normanno. Nobilitazione – In eccezionali casi, per particolari meriti acquisiti, il Sovrano Gran Maestro può concedere quale particolare segno di considerazione personale, il Titolo Nobiliare ereditario in perpetuo di “Barone e/o Conte della Palmara”, in via aggiuntiva al Cavalierato. Per benevolenza ed alta considerazione, SAR il Principe Antonio Tiberio di Dobrynia di Aragona, Roma , Bisanzio e Russia,attuale detentore della fons honorum del cavalierato normanno degli Altavilla e Aragona di Sicilia, ha concesso al b.ne don Diego Spanò dei Tre Mulini di Reggio Calabria,oggi messinese di adozione ,la nomina a Cavaliere Normanno della Palmara di Messina congiuntamente al titolo nobiliare ereditario e trasmissibile di Barone della Palmara. Così come registrato presso la Corte Suprema di Giustizia Arbitrale del Tribunale Nobiliare Internazionale di Bari in data XXIV/IV/MMXVII . La predetta Corte Suprema di Giustizia Arbitrale del Tribunale Nobiliare Internazionale di Bari con sentenza (R.G. 312/2017 del 20 novembre 2017),inoppugnabile e valevole nel territorio della Repubblica Italiana,ha confermato l’attribuzione del titolo cavalleresco predetto pubblicandone il deliberato sulla Gazzetta Ufficiale di Giustizia Nobiliare n.12 del 4 dicembre 2017. L’emblema è anche registrato sul Registro de Armas de la Comunidad Hispanica n.1046 del 29 maggio 2018 ( Heraldaria.com) come di pertinenza dell’insignito,come anche su: Registroaraldicoitaliano.com al n.452.

Sovrano Ordine dei Cavalieri Normanni della Palmara

Ordine Cavalleresco non nazionale, nobilitante, già di collazione dinastica della Real Casa Palamara d' Altavilla di Sicilia, il cui Gran Magistero è attualmente confluito nel patrimonio storico di collazione dinastica della Imperiale Reale Granducal Casa Tiberio Dobrynia d'Aragona di Roma-Bisanzio di Russia.

Arma Araldica registrata e conservata presso I 'Archivio Storico del Tribunale Nobiliare Internazionale, Organo Permanente della Corte Suprema di Giustizia Nobiliare Arbitrale di Bari.

           14                Bollettino Ufficiale della Corte, Suprema di Giustizia Nobiliare Arbitrale di Bari - no 12 del 4-12-2017


STUDIO LEGALE DOBRYNIA & ROTTOLA

Notifica per pubblici proclami

TRIBUNALE NOBILIARE INTERNAZIONALE ORGANO PERMANENTE

DELLA CORTE SUPREMA Dl GIUSTIZIA

NOBILIARE ARBITRALE DI BARI

In data 20 novembre 2017, il Tribunale Nobiliare Internazionale, Organo permanente della Corte Suprema di Giustizia Nobiliare Arbitrale di Bari, riunitosi in Bari, Piazza Mercantile 10, ha pronunciato la seguente sentenza:

"Al Sig. Don Diego Pantaleone Spanò, Marchese di Montebello Jonico e Barone di Tre Mulini, cittadino italiano, nato a Reggio Calabria il 01.04.1958, e residente in Messina, Viale Principe Umberto 61, legittimamente spettano i seguenti titoli nobiliari e cavallereschi e relative dignità e prerogative:

l. Barone della Palmara e Cavaliere Ereditario del Sovrano Ordine dei Cavalieri Normanni della Palmara; Cavaliere Ufficiale dell'Ordine dei Santi Contardo e Giuliano l'Ospitaliere; Cavaliere con Placca di Giustizia dei Caballeros de Fernando VI.

2.           Trattamenti e qualifiche d'onore: Don, Eccellenza, Nobilissimo, Sua Grazia.

3.           Diritto a inquartare la propria Arma Familiare con gli Stemmi dei relativi Ordini Cavallereschi.

4.           Il diritto alla designazione del legittimo successore al proprio patrimonio dinastico ereditario, nella persona del proprio nipote il Barone Cav. Don Giacomo Alessandro Zanghì, Barone di Santiago e Cavaliere ereditario del Santissimo Ordine Nobiliare Aragonese di Santiago, Cavalieri di Compostella e del Pellicano, nato a Messina 1'8 marzo 1996, figlio della baronessa dott.ssa Domenica Rosa Spanò dei Tre Mulini e del Capitano di Vascello Antonino Marcello Zanghì.

L'esecuzione della presente sentenza avente gli effetti della sentenza pronunciata dall'Autorità Giudiziaria, è estesa nel territorio degli Stati aderenti alla Convenzione di New York del 10 giugno 1958 e resa esecutiva in Italia con Legge 19-01-1968, N. 62, nei modi e nei termini previsti dal diritto internazionale.

La pubblicazione nella "Gazzetta Ufficiale di Giustizia Nobiliare" (organo ufficiale di questa Corte), a cura del Presidente della Corte Suprema di Giustizia Nobiliare Arbitrale di Bari, dell'estratto per copia conforme all'originale della sentenza irrevocabile, ex art. 825 del codice di procedura civile.

La eventuale pubblicazione per pubblici proclami su Fogli Ufficiali di altri Paesi aderenti alla Convenzione di New York del 10 giugno 1958, è a carico della parte interessata.

Si dispone la pubblicazione di quanto al precedente punto, sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, a carico della parte che ne ha interesse."

Bari, 20 novembre 2017

Il Presidente (Avv. Annalisa Rottola)


                               

 



sabato 16 giugno 2018


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