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Al liceo classico “Trimarchi” di Santa Teresa di Riva la IV edizione del Simposio di Primavera

La libertà: essenza della dignità umana

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La realtà odierna figlia della velocità ci ha abituato ad una costante e incessante corsa, che non ci permette, molto spesso, di conferire il giusto valore alle cose o ancor più alle parole. Quest’ultime, a volte, vengono utilizzate senza che se ne conosca a fondo il significato, altre volte, si crede di conoscerlo talmente bene che di quel termine si abusa privandolo del suo valore originario. In questa seconda ideale categoria si può ascrivere, senza dubbio, con molto rammarico, la parola libertà. Libertà, in greco ἐλευθερία è un lemma di radice indeuropea the/dhe, che ha come significato di base quello di “allattare”. Un valore che traslato sul piano filologico, diventa sinonimo di vitalità, di fecondità, proprio come il latte materno, radicale ed essenziale per l’esistenza di tutti. 
L’essenzialità diventa, dunque, cifra di un termine che ha attraversato le epoche, acquisendo differenti sfaccettature. L’uomo, infatti, ha sempre lottato per difendere da ogni costrizione e da ogni oppressione questo diritto inalienabile, il cui riconoscimento precede qualsiasi giurisdizione statale, in quanto esso è parte costitutiva dell’essere umano. 
Un termine che è parte dell’uomo e della sua esistenza ma che nonostante tutto sembra essere in grado di raccontare ogni giorno nuove storie. Storie di ieri e di oggi, alcune delle quali sono state rievocate ieri pomeriggio nel giardino di Villa Ragno di Santa Teresa di Riva, in occasione della IV edizione del “Simposio di Primavera”, organizzato dal Liceo classico “Trimarchi” appartenente all’I.I.S. “Caminiti-Trimarchi”. 
περί ἐλευθερίας” ovvero “Della Libertà” il titolo dato a questa breve ma intensa giornata di studi. Ad aprire la serata è stato il Dirigente Scolastico, prof.ssa Carmela Maria Lipari che ha sottolineato l’importanza culturale di un momento che, a ragione, si è scelto di collocare a conclusione dell’anno scolastico. Ad essere protagonisti, infatti, sono stati, in larga parte, gli studenti che hanno dimostrato, con il loro impegno, come la sua scuola sia e debba essere un luogo di crescita culturale ad ampio raggio. Dopo i saluti del vice- sindaco della cittadina, dott.ssa Annalisa Miano, si è entrati nel vivo del programma con un momento musicale a cura dell’Orchestra di Istituto e con una lectio, breve ma intensa del prof. Daniele Castrizio, docente di Numismatica dell’Università di Messina. Quest’ultimo ha ricostruito la storia del termine libertà, partendo dall’antica Grecia, da quel mondo e da quel popolo che ancora oggi, per diverse ragioni, ha molto da insegnarci. I Greci credevano nella libertà, nella possibilità di disporre con piena facoltà di sé, della propria vita, del proprio tempo e dei propri beni. Credendo in questo valore, che è ben diverso dalla παρρησία vale a dire dalla libertà di parola, hanno combattuto nel 490 a. C. a Maratona contro l’Impero persiano. Un esiguo numero di uomini schierato contro l’esercito di un grande Impero. Eppure i Greci, vinsero, vinse chi aveva il miglior piano strategico, vinse la falange, lo schieramento serrato che permetteva a chiunque potesse procurarsi le armi di scendere nel campo di battaglia. Vinse chi desiderava ardentemente difendere la propria libertà, pur sapendo che la propria scelta avrebbe potuto avere conseguenze disastrose. Affetti, beni valgono per poco se sull’altro piatto della bilancia è posta la libertà.   
Una scelta coraggiosa, una scelta che richiama alla mente la battaglia di Maratona quanto anche quella avvenuta dieci anni dopo nel 480 a. C. In quell’anno trecento spartani guidati da Leonida posero resistenza, combattendo con tutte le proprie forze contro il nemico persiano. L’episodio è stato rievocato ieri sera dai ragazzi del liceo classico “Trimarchi” che hanno messo in scena il lavoro teatrale “Leonida-I resistenti delle Termopili”, prodotto del Laboratorio “Progetto Arcobaleno”- modulo Skenè. Magistrale l’interpretazione di alcuni allievi che ben coordinati dai docenti, prof. Sergio Foscarini e prof.ssa Pasqua Santoro, sono riusciti ad immedesimarsi in quelle vicende, in quegli attimi concitati e negli eroici protagonisti. Di grande enfasi, senza dubbio, il monologo finale di un più che convincente Leonida, interpretato da Samuele Guarnera, che incita con veemenza i suoi soldati a combattere fino all’ultimo senza risparmio di forze. 
 Attimi di grande spessore culturale a conclusione di una serata che ha visto anche l’illustre partecipazione del console onorario di Grecia a Catania Arturo Bizzarro Coutsogeorgou. Grandi presenze per una serata che ha onorato la cultura classica e uno dei suoi valori più rilevanti come quello della libertà. Un valore per cui i nostri antenati in passato hanno combattuto, e per cui ancora oggi in diverse zone si combatte. Non esiste vita senza libertà, non esiste dignità dell’essere umano senza libertà. E dunque è indispensabile battersi per ottenerla o per difenderla perché come scrive Tucidide “Il segreto della felicità è la libertà, e il segreto della libertà è il coraggio”.


martedì 5 giugno 2018

Alessia Vanaria

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