il Cittadino di Messina - quotidiano e settimanale on-line: l'informazione gratuita ovunque tu sia.

Al Salone degli Specchi la presentazione del libro dell’insegnante Maria Cacciola

Il dovere della memoria

Stampa
Un desiderio, un bisogno, una necessità di ricordare, di ricostruire una pagina di storia, ingiustamente, strappata. Questa l’esigenza che ha portato l’insegnante Maria Cacciola a dar vita al testo “Sulle ali della Memoria- Gli esuli giuliano-dalmati di Sicilia ricordano”, una raccolta di testimonianze accurata, redatta con l’intento di non consegnare all’oblio quel ricco patrimonio di ricordi, impressioni, stati d’animo custoditi, ancora oggi, nella mente e nel cuore di tanti esuli che vivono in Sicilia. Un libro che diventa uno straordinario strumento di memoria, di conoscenza di un evento storico che per molto tempo si è voluto celare, nascondere come se non fosse mai accaduto.  
Un assurdo ed ingiustificabile errore storico compiuto da nostri connazionali, un errore di cui hanno pagato le conseguenze tantissimi Italiani della Venezia-Giulia che sono divenuti vittime di irrazionali massacri. Massacri di cui abbiamo appreso l’esistenza solo dopo quasi sessant’anni dai fatti, quando la verità, progressivamente, è emersa. Si è cominciato, allora, a parlare di foibe, degli inghiottitoi carsici dove furono gettati numerosissimi uomini, di deportazioni, di repressioni compiute dagli apparati slavo-comunisti e dalla polizia segreta jugoslava per indurre gli Italiani ad abbandonare quei luoghi, per attuare il disegno annessionistico di Tito. Al massacro delle foibe seguì, dunque, l’esodo giuliano-dalmata, che vide molti nostri connazionali raggiungere la Sicilia, per vivere nei campi profughi o nei luoghi di origine dei familiari siciliani.
Uno spaccato di vita passata e presente che Maria Cacciola ricostruisce abilmente in “Sulle ali della Memoria”, presentato lo scorso venerdì 9 Marzo nel Salone degli Specchi. Una drammatica pagina di storia che, dopo anni di silenzio, è stata riconosciuta, come evidenziato venerdì dall’On. Roberto Menia, Segretario generale Comitato tricolore degli Italiani nel Mondo, grazie all’istituzione, nel 2004, del 10 Febbraio come giornata del ricordo. Un atto importante che ha trasformato una ricorrenza celebrata fino ad allora entro le mura domestiche dei testimoni diretti di tale assurda tragedia, in una giornata di ricordo nazionale. Non poteva non essere così, non si poteva non dare dignità e memoria a un massacro a lungo celato per ragioni politiche. Non si poteva non recuperare questo tassello mancante nel mosaico dell’identità italiana. 
Un tassello che seppur frutto di errore storico il paese deve riconoscere. Il riconoscimento, la consapevolezza di quel che è stato costituisce il primo passo perché tali tragedie possano non ripetersi. Riconoscere non significa, come sottolineato dal prof. Dario Caroniti dell’Università di Messina, fomentare odio, conflitti di classe o di razza. Riconoscere significa imparare dal passato, riprendere possesso di quei valori su cui la nostra società si è sempre fondata, di quegli insegnamenti che il mondo greco e il mondo romano ci hanno consegnato.  
Ecco che non si può non evidenziare il grande merito dell’insegnante Maria Cacciola nell’aver indagato su quest’oscura vicenda con uno sguardo privilegiato alla Sicilia. Ha scelto di raccogliere tante micro-storie come la sua, note in ambito familiare perché il mondo possa conoscerle. Ha scelto di fare memoria, anche se ciò, talvolta, le ha procurato sofferenza, l’ha portata indietro nel tempo, a rivivere quegli attimi di atroce attesa del ritorno di un padre che alla fine del mese di Aprile del 1945, quando lei aveva solo quattro anni, uscì di casa per non farvi più ritorno. Vivevano a Dignano d’Istria, dove il padre, Antonio Cacciola, prestava servizio come Carabiniere. Ed è in quel luogo dell’anima che spesso, Maria Cacciola, ancora oggi, ritorna, rivede gli spazi di quell’infanzia felice, mentre i ricordi come scintille riaffiorano nella sua mente. Ritorna in quella terra che l’ha vista bambina al fianco del padre, quella stessa terra che adesso la vede adulta ricongiungersi idealmente alle spoglie del padre, che in qualche angolo recondito ivi sono nascoste.
Maria Cacciola è oggi presidente provinciale dell’A. N.C.D. J, Associazione Nazionale Congiunti Deportati Jugoslavia, e da anni si batte per far conoscere al mondo la portata di tale spesso, ignota tragedia. Ha allestito, come curatrice, una mostra itinerante sulle foibe e l’esodo dal titolo “Conoscere per non dimenticare”, che ogni anno viene allestita presso scuole ed enti istituzionali. Si batte perché le nuove generazioni conoscano quanto accaduto e un domani, quando le fila dei testimoni diretti si andranno sempre più assottigliando, possano divenire loro stessi testimoni di memoria, possano dare dignità a pagine di storia che, ingiustamente, sono state coperte da una coltre di silenzio. Possano riscoprire e preservare eventi come questo che costituiscono tasselli imprescindibili della nostra identità nazionale, operando e vivendo sempre con la ferma consapevolezza che un popolo senza memoria è un popolo destinato a perire.


domenica 11 marzo 2018

Alessia Vanaria

    Vai a pagina
    segui il meteo
    mer 12
    16°-11°
    gio 13
    18°-12°
    ven 14
    15°-10°
    sab 15
    22°-15°