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La giornata mondiale della lingua greca al Liceo classico “Trimarchi” di Santa Teresa di Riva

Il cibo come espressione della cultura immortale di un popolo

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Le note dell’inno nazionale greco hanno dato inizio, oggi, al Liceo classico “Trimarchi” di Santa Teresa di Riva, appartenente all’I.I. S. “Caminiti-Trimarchi”, ad una giornata che sin dalle prime battute si prospettava ricca di grandi emozioni. Una giornata che, come stabilito il 24 Aprile 2017 dalla Repubblica Ellenica, è stata dedicata alla celebrazione della lingua greca. Una celebrazione che unisce i cittadini di tutto il mondo in un giorno per nulla scelto a caso. La data del 9 Febbraio coincide, infatti, come evidenziato anche dal Dirigente Scolastico del liceo prof.ssa Carmela Maria Lipari, con l’anniversario della morte di Dionysios Solomòs, grande poeta e autore dell’inno nazionale greco. Non meno rilevante, né meno casuale della data scelta è chiaramente l’oggetto di questa neonata celebrazione: la lingua greca. Un idioma di incommensurabile bellezza, l’elemento unificante di un popolo, che pur non raggiungendo mai, nella sua storia, un’unità politica, si è sempre riconosciuto come tale.  
Un’unità linguistica che, come sottolineato dal Console Onorario di Grecia a Catania, Arturo Bizzarro Coutsogeorgou presente oggi al liceo “Trimarchi”, è figlia di una cultura che ha assunto una dimensione “planetaria”. Una dimensione, un’importanza che non ha conosciuto e non conosce né confini geografici né temporali. 
Una realtà a cui si è scelto di guardare da una prospettiva ben precisa, legata al quotidiano, a quello che ieri come oggi resta uno dei bisogni primari dell’uomo, vale dire la nutrizione. Il cibo non è, però, solo antidoto del bisogno, ma è, in tutte le epoche e in tutti i luoghi, espressione concreta della cultura di un popolo. Ecco spiegato il titolo “Il cibo è cultura”, scelto dal liceo “Trimarchi” per questa giornata di celebrazione della lingua greca.  
Chi, poi, più dei Greci ha dato valore a questo straordinario connubio tra cibo e cultura? Il simposio era il luogo del banchetto, era il luogo in cui la degustazione dei cibi conviveva con le dissertazioni filosofiche, con il racconto da parte degli aedi delle gesta degli dei e degli eroi. Immancabile per gli aedi doveva essere la cetra, per i convitati il vino che conferiva quel quid in più al pasto. E proprio il ruolo del vino nel simposio è stato l’oggetto, questa mattina, dell’intervento della prof.ssa Paola Radici Colace, Docente Ordinario di Filologia Classica presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne di Messina. Il vino, così come il simposiarca che aveva il compito di sovrintendere al banchetto, era un elemento imprescindibile del simposio. A testimoniarlo i versi di tantissimi poeti della letteratura greca, come Alceo, Anacreonte, così come diverse scene della pittura vascolare greca, accuratamente descritte da parte della prof. ssa Colace agli studenti del liceo. Questi ultimi non sono stati passivi spettatori ma grandi protagonisti di una giornata che sentivano, in cuor loro, di dover celebrare adeguatamente. Due alunni, nello specifico Costanza Rigano e Sebastiano Miano, hanno rivestito il ruolo di presentatori, tantissimi altri studenti hanno dato il loro contribuito attivo partecipando ad un reading di liriche greche a tema simposiale. I più grandi, i Seniores del Liceo classico hanno gareggiato, invece, in un vero e proprio agone culinario che ha visto il simposio greco confrontarsi con la riproduzione della celebre cena di Trimalcione, descritta da Petronio. Hanno indossato abiti consoni al proprio ruolo, hanno allestito le proprie aule in maniera adeguata, riproducendo fedelmente gli ambienti del mondo greco così come quelli del mondo romano, ne hanno riprodotto, altrettanto fedelmente, le pietanze. Sempre i Seniores, poi, insieme ai Juniores hanno scelto di misurarsi in una gara di traduzione, tenutasi ieri nei locali del Liceo, e che ha visto oggi diversi studenti talentuosi ottenere giusto riconoscimento.  
Piccoli, grandi atti attraverso cui gli studenti del liceo classico “Trimarchi” hanno dimostrato, ancora una volta, di amare il mondo classico e i suoi valori, quei valori che hanno conosciuto e continuano a conoscere e ad apprezzare sui banchi di scuola. Quei valori che come sottolinea Marguerite Yourcenar, autrice delle “Memorie di Adriano” sono stati espressi al meglio proprio attraverso la lingua greca. Una lingua che l’imperatore Adriano dichiara di amare per la sua straordinaria flessibilità, per l’eccezionale ricchezza ed efficacia del suo vocabolario, “perché quasi tutto quello che gli uomini hanno detto di meglio è stato detto in greco”.


venerdì 9 febbraio 2018

Alessia Vanaria

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