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Prima presentazione del libro a Messina

Nino Frassica e quell’umorismo senza tempo

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Siamo abituati a vederlo in TV tutte le domeniche come mattatore al tavolo nella trasmissione di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, o nei panni del maresciallo Cecchini nella fiction “Don Matteo”, giunta quest’anno alla 11 edizione, o alla radio nel «Programmone» che conduce su Rai Radio 2. 
Ieri, in una gremita libreria Feltrinelli point, Nino Frassica si è presentato nelle vesti di scrittore con il suo ultimo libro “Sani Gesualdi. Superstar”, edito da Mondadori. A dialogare con lui, l’amico di sempre, l’attore Ninni Bruschetta
Ha scelto Messina, sua città natale, per presentare per la prima volta a livello nazionale il libro come rielaborazione del precedente Sani Gesualdi pubblicato nel 1985. 
Avevo iniziato a lavorare al programma «Quelli della notte» di Arbore – racconta Nino Frassica – e con i primi risparmi avevo comprato una telecamera, mi sedevo davanti e per 90 minuti andavo a ruota libera. Tutti i miei parenti che mi vedevano, pensavano fossi impazzito. Improvvisavo, tiravo fuori battute, idee, intuizioni. Poi riguardavo la registrazione e mi appuntavo le battute che facevano più ridere, o che potevano essere più utili per la trasmissione. Durante questi sfoghi è uscito il nome di San Gesualdo, che vista la troppa normalità ho voluto trasformare al plurale e divenne Sani Gesualdi”. 
Il programma di Renzo Arbore segnò una rivoluzione nel panorama della televisione, il salotto degli italiani in seconda serata era stato capace di intrattenere 800 mila spettatori di media la prima settimana, un milione e 700 mila la seconda, poi 2 milioni, e, nelle ultime due settimane, 3 milioni a puntata, share fino al 51%. 
Senza copione e con la battuta pronta un gruppo di comici hanno dato vita a personaggi che nel tempo sono diventati veri e propri tormentoni, come Frate Antonino da Scasazza, interpretato proprio da Nino Frassica, che prendeva il nome dalla località vicino Messina che si chiama Casazza, ma con una “s” in più davanti. 
In fondo storpiare le parole, è stata la chiave di comicità di questo attore che non ha mai abbandonato le sue radici e che porta la nostra città in giro per il mondo. L’ilarità e la pura comicità di Nino Frassica hanno allietato un pomeriggio piovoso di dicembre, le gag e gli scherzi ci hanno portato a chiudere con questo ringraziamento: “ringrazzio tutti i correttori di bozze, i quali vedendosi arrivare i miei dattiloscritti li andavano correggendo e mi mandavano le bozze, poi io le rivedevo e correggevo le loro correzioni, poi sono stato costretto a scrivergli: “Attenzione ogni errore corretto da voi è un errore!!!”. Così loro non solo non hanno più corretto i miei dattiloscritti, ma ogni tanto gli schiaffavano un bell’errore personale. “Tanto” dicevano “è un libro di Frassica”. 
Foto di Antonio De Felice
giovedì 28 dicembre 2017

Cristina D'Arrigo

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