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Il volume – pubblicato lo scorso giugno e aggiornato in seguito alla candidatura e all’elezione all’Ars di Luigi Genovese

Aggiornato “Dal Pd a Forza Italia: il caso Genovese raccontato dai media” di Lilly La Fauci

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è stata presentata ieri 11 dicembre  alla libreria Feltrinelli Point di Messina la nuova edizione del libro “Dal Pd a Forza Italia: il caso Genovese raccontato dai media” (Aracne Editrice) della giornalista Lilly La Fauci.
Il volume – pubblicato lo scorso giugno e aggiornato in seguito alla candidatura e all’elezione all’Ars di Luigi Genovese – analizza la storia politica dell’onorevole Francantonio Genovese, dedicando particolare attenzione a come è stata trattata dai media la fase del suo passaggio, nel dicembre 2015, dal Partito Democratico a Forza Italia.
Quella che a molti è sembrata una “prova di forza” del politico messinese ha attirato infatti il grande interesse della stampa, anche nazionale. I media si sono inoltre fortemente concentrati sulla “fuga di massa” dal Pd dei suoi fedelissimi. Il lavoro di ricerca – arricchito dalla testimonianza dello stesso Francantonio Genovese e, nell’edizione aggiornata, dall’intervista a Luigi Genovese – analizza la vicenda nei minimi particolari, anche grazie al contributo di alcuni giornalisti che hanno seguito il caso.
 «L’idea del libro – ha spiegato Lilly La Fauci – è nata subito dopo il passaggio di Francantonio Genovese dal PD a Forza Italia, quindi dal centrosinistra al centrodestra. Passaggio che ha suscitato il grande interesse della stampa soprattutto per il fatto che Genovese è stato immediatamente seguito da tanti consiglieri comunali che erano stati eletti nel Partito Democratico. Quando è sceso in campo il figlio Luigi, lo scorso settembre, ho pensato di preparare un aggiornamento studiando la sua campagna elettorale.
Luigi ha scelto di non fare alcun investimento pubblicitario e di comunicare soltanto attraverso i social. In molti si sono interrogati sull’efficacia di questo tipo di comunicazione politica. Il risultato elettorale è stato più o meno quello che ho ipotizzato nel momento in cui ho iniziato a lavorare all’aggiornamento del testo. E credo sarebbe stato più o meno lo stesso anche se avesse comunicato con modalità diverse e forse anche se non avesse comunicato affatto. Le oltre 17mila preferenze – ha concluso l’autrice – sono fedelissimi voti dati alla famiglia Genovese, una dinastia che ha dimostrato ancora una volta tutto il suo potere elettorale, qualunque sia la spiegazione che se ne voglia dare».

Ha dialogato con l’autrice il prof. Francesco Pira, docente di Comunicazione e Giornalismo presso l’Università di Messina, che firma la prefazione del libro.
 «Opportuna e tempestiva la nuova edizione del libro sul Caso Genovese preparata con serietà e competenza da Lilly La Fauci. L’ultima campagna elettorale – ha sottolineato il docente – ha ribadito il momento particolare della comunicazione politica e dell’informazione. La relazione tra potere e comunicazione resta indissolubile. La comunicazione è fondamentale per l’affermazione dell’esercizio del potere. La realtà appare sempre più complessa e gli individui, nonostante l’enorme flusso d’informazioni che ricevono, e in parte proprio in conseguenza di esso, faticano ad individuare le chiavi di lettura che consentano loro di comprendere l’ambiente che li circonda e definire un proprio percorso identitario coerente. La realtà è spesso manipolata, le fake news vengono utilizzate in modo strategico per la conquista del potere, mentre il giornalismo perde sempre più di credibilità, incapace di fronteggiare il potere che utilizza i social media per costruire le proprie reti nella rete. Nell’era della post modernità, le post verità prendono il sopravvento, prevalgono la mis-information e la dis-information, intesa quest’ultima come l’uso strumentale e manipolatorio delle informazioni per definire una specifica narrazione e visione del mondo».
All’incontro, conclusosi con un interessante dibattito, sono intervenuti inoltre Sebastiano Caspanello, redattore della “Gazzetta del Sud”, e Rosaria Brancato, direttore di “Tempostretto”.
Foto di Antonio De Felice
martedì 12 dicembre 2017


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