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Presenti il presidente regionale dell'Ordine degli Architetti Falzea e l'ing. Rizzo esperto di protezione civile e progettista della "via del mare".

Primo incontro, “Laboratorio per Messina 2018“ promosso dal MCL

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La nostra città Messina sta lentamente morendo, sempre più giovani vanno via per cercare lavoro e avere così la possibilità di un futuro migliore.
 Il Movimento Cristiano Lavoratori ha organizzato una serie di dieci di incontri con degli esperti, in vari settori, per capire che linee guida seguire per salvare la nostra città dal lento e inesorabile degrado e abbandono.
 I lavori sono stati introdotti dal Presidente del MCL ing. Fortunato Romano che ha ricordato l’impegno del Movimento di offrire il proprio contributo di cattolici nell’elaborazione di un progetto di rilancio della Città Metropolitana.
Un apporto di idee, nel solco della visione cristiana di un futuro della comunità messinese, arricchito da un confronto e un dialogo con i rappresentanti delle Istituzioni, corpi intermedi e privato sociale .
 Lunedì 26, il primo appuntamento del ciclo di seminari ha visto come relatori protagonisti l’architetto Pino Falzea, Presidente provinciale e regionale dell’Ordine degli Architetti e l'ing. Rizzo esperto di protezione civile e progettista della "via del mare".
Falzea, esperto nel settore urbanistico, ha evidenziato che il primo grande errore commesso , nel passato, è stato quello di realizzare, nel lontano 1996, un piano regolatore che prevedeva una città di 450.000 abitanti.
 Previsione che, nel corso degli anni, si è rilevata totalmente errata.
A questo punto bisogna riqualificare e ridisegnare la nostra città – ha precisato Falzea – partendo dalle zone e dai quartieri abbandonati al degrado. Gli spazi per intervenire esistono, basta sfruttare al meglio le leggi esistenti. Intervenendo con opere idonee, senza stravolgere nulla. Eliminare le baracche esistenti e creare quartieri, con verde attrezzato e con i servizi essenziali per la popolazione residente.
 Il centro città è stato giustamente definito dall’architetto Pino Falzea ‘ un colabrodo energetico’, le case antiche, infatti, non rispondono ormai ai criteri essenziali di risparmio dei consumi, per quanto concerne il riscaldamento termico, nei mesi invernali. Sono costruite con criteri e tecniche ormai superate e con materiali inadatti.
Altro grave problema irrisolto è quello delle discariche dei rifiuti, come ad esempio, nel caso di Portella Arena che sta lentamente precipitando a valle. Poi, qualche modifica - ha detto, in conclusione del suo intervento, l’architetto Falzea - si potrebbe, di fatto, realizzare nelle Zps, senza produrre danni, solo per riqualificare e migliorare gli edifici esistenti”. L’ingegnere Antonio Rizzo, progettista della “Via del Mare” , ha, con sottile ironia, tenuto a sottolineare che quest’opera è stata messa in cantiere ben 28 anni fa; ha superato in anzianità anche il celebre romanzo storico “Vent’anni dopo” di Alexandre Dumas. L’idea per la realizzazione ebbe inizio infatti, nel lontano tre novembre del 1979. In quella data fu stabilito un accordo di programma per realizzare un moderno sistema integrato di trasporto.
Finalmente dopo tanti ritardi, il progetto esecutivo riparte adesso.
A breve infatti il Consorzio di Benevento, vincitore dell’appalto, inizierà i lavori. Gran parte dello scalo merci ha detto in conclusione l’ingegnere Antonio Rizzo - sarà attraversato da questa nuova strada, che avrà accanto ampi spazi verdi e anche le nuove colonnine per la ricarica delle auto elettriche
”.
A seguire si sono registrati numerosi interventi volti  a definire proposte concrete, da sottoporre in un ampio confronto, per la predisposizione di punti programmatici da inserire nel progetto "Messina 2018".
martedì 28 novembre 2017

Dario Buonfiglio

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