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Quando De Luca parlava di impresentabili

Adesso fa propaganda in aula di tribunale

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L'on. Cateno De Luca, dopo essere stato sottoposto agli arresti domiciliari cautelativi per evasione fiscale, arriva scortato dai carabinieri al Tribunale, in un'aula gremita, non solo d'avvocati, per presentarsi di fronte al giudice, per l'ultima udienza dell'ennesimo procedimento dei 14 che durante la sua carriera politica ha dovuto affrontare.  Il processo a suo carico riguarda i lavori di Fiumedinisi, quelli aggiudicati alle aziende a lui vicine mentre era sindaco, vicenda per la quale è stata chiesta una condanna a 5 anni per lui e a 4 anni per il fratello, con le accuse di concussione, falso e abuso d'ufficio, De Luca era assistito in aula dagli avvocati Carlo Taormina e Tommaso Micalizzi.
Io non sono colpevole di concussione, arringa De Luca durante la sua autodifesa in aula, come mi accusa la procura, io sono vittima di estorsione, perché mi hanno proposto una transazione ed  un avvocato non fa una transazione senza che lo sappiano i suoi clienti. Loro avrebbero potuto denunciarmi prima, se erano così ambientalisti avrebbero bloccato il progetto, ma invece mi hanno denunciato solo dopo, allora non si capisce. Lo stesso Sciacca ha detto un mucchio di falsità, con l'avallo della Procura,  che dovrà spiegare. Io non mi sono tirato indietro rispetto al processo per arrivare alla prescrizione,  ma perché avevo bisogno di rispondere alle accuse mosse sulla base d'incartamenti parziali ed io dovevo difendermi. Io sono stato accusato per aver lavorato sul territorio come a Santa Teresa, mentre qui a Messina non riescono a recepire nessun finanziamento e pensano solo alla via Don Blasco, mentre ci sono molte altre priorità di risanamento.           
Segue l'arringa dell'avvocato Taormina
De Luca, secondo queste accuse, che entrando nel merito sono state formulate con modalità assurde, è colpevole di essere un cittadino che si è voluto mettere a servizio della sua comunità, facendo il Sindaco, e adoperandosi fattivamente per la sua città, in particolare quando c'è stata l'inondazione in quei territori. Quella intimidazione di Francesco Giardina che ha portato all'arresto è frutto di un disegno per far arretrare De Luca, ma noi sappiamo chi ha orchestrato tutto questo e quando potremo dirlo lo faremo. La contestazione nei confronti di De Luca non ha né capo né coda.  De Luca si è adoperato in occasione di un'alluvione per proteggere la città. Non sono mai stati fermati progetti per illegittimità, per cui io non capisco perché lo si fa adesso. Il giudice delle indagini preliminari dice che non riesce a trovare illegittimità negli atti. La stessa cosa si poteva fare con lo sportello unico per le attività produttive, come con il contratto di quartiere, che non ha portato alcun vantaggio per la cooperativa. Nessuno può dire che la realizzazione della Dioniso e, quindi, lo stesso De Luca, si sia avvantaggiato illegittimamente dal contratto di quartiere, perché poteva ottenere lo stesso risultato sia a livello amministrativo che a livello economico, quindi non crediamo possa esistere la fattispecie in contestazione. Per quanto riguarda l'accusa di falso, è già stata contestata in fase dibattimentale. Il centro benessere era stato concepito in  un seminterrato, sottotetto abitabile e altri tre piani fuori terra. Poi si riduce di un piano per un'estensione massima di 10 mila metri. Si dice tra l'altro che si sia contravvenuto al vincolo paesaggistico, ma le due autorizzazioni del 2007 e del 2008 sono antecedenti al piano paesaggistico elaborato dalla Regione. Il sindaco dovrebbe essere ringraziato, mentre qui lo portano in tribunale. La cosa più grave è stata una mancata comunicazione, ma è solo una mancanza formale, che avrebbe richiesto solo una sanzione pecuniaria. Era iniziato tutto a seguìto di una perizia tecnica da parte del l'ing. Ruello, che ora non è più negli uffici giudiziari, bisogna dirlo, per la quale vi era stata una richiesta di archiviazione e poi, a seguito di denunzie  di alcune associazioni ambientaliste, tutto ritorna e si riapre ipotizzando che, dopo aver salvato persone da morte a seguito dell'alluvione, si dice che col contratto di quartiere se ne sia tratto vantaggio. Inoltre, ci sono 20 mq fra la Dioniso e le difese sponda li, per cui non credo ne possa aver tratto vantaggio. Si dice anche che Giardina e De Francesco, proprietari di parte del terreno, sarebbero stati indotti alla commissione del reato. In particolare, ai due fratelli De Francesco era stato proposto dalla Società Marbel, che procedeva agli espropri indipendentemente rispetto al Comune, di vendere. Anche per le loro particelle di reato si ipotizza che vi sia sta una minaccia per la vendi tà, in quanto il Comune avrebbe parlato di una requisizione a 4 euro, ma questa non è minaccia, perché è il Comune che deve scegliere la quota di esproprio. Parliamo, però, di fatti relativi al 2005- 06- 08, ma abbiamo scelto di non chiedere la prescrizione per ora. De Luca ha fatto delle accuse pesanti, però ritengo che la pubblica accusa debba agire secondo legge, e non può cercare di produrre carte per bloccare la prescrizione. Il mio cliente non dovrebbe essere, inoltre, accusato di concussione, perché anzi lui è stato vittima di estorsione, almeno per 3 volte da parte della famiglia Giardina, che ha formulato per 3 volte una richiesta sempre più alta per ottenere in più breve tempo la cessione volontaria di un terreno, ai fini di risparmiare i tempi burocratici per le pratiche di un esproprio che, comunque, si  sarebbe potuto ottenere. Un altro incontro con i Giardina, vi è stato per accordarsi sulla cessione di due appartamenti che fossero al primo piano del costruendo edificio, in quanto la famiglia ha un figlio disabile. Un'altra accusa è quella di non aver aggiustato una tubatura idrica che, da sempre, nel Comune aggiustavano i privati e non l'Amministrazione. In tutto questo, la sua azione era volta a tutela dei cittadini e la famiglia De Luca, anche suo fratello non ha guadagnato niente. 
Circa alle 16.45 da questa mattina, l'avvocato Taormina conclude l'arringa parlando di De Luca come un innocente a servizio della cittadinanza, che anche in modo accorato non si è sottratto alla legge, ma ha voluto difendere la sua posizione di uomo onesto. Fra due anni spiegheremo alla Magistratura gli effetti di questa persecuzione giudiziaria.
Alle 17 il Tribunale si ritira per deliberare, la lettura della sentenza è fissata per domani alle 13.
Intanto sui social l'on. Cateno De Luca ha pubblicato un video con pesanti accuse contro un esponente della massoneria non nominato che avrebbe orchestrato questa nuova inchiesta per bloccare la sua corsa alla candidatura di Sindaco nella città di Messina, motivo per cui alle regionali avrebbe portato avanti anche l'attuale sindaco di Santa Teresa Danilo Lo Giudice.
giovedì 9 novembre 2017

Marilena Faranda

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