venerdì 19 maggio 2017

Presentata la bozza del nuovo Statuto Siciliano

E’ stata presentata stamane presso la Sala Senato dell’Ateneo la bozza del nuovo Statuto della Regione Sicilia predisposta dai costituzionalisti delle Università siciliane . Presente all’iniziativa il Direttore Generale dell’Università di Messina, prof. Francesco De Domenico, il quale ha introdotto l’incontro e ringraziato tutti coloro i quali si sono prodigati per la presentazione del progetto. Hanno partecipato, inoltre, il Prof. Giovanni Moschella, Direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche e politiche, il Prof. Antonio Ruggeri, docente di Diritto costituzionale, il Presidente dell’ARS, On. Giovanni Ardizzone ed il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina, Avv. Vincenzo Ciraolo. L’idea di riscrivere lo Statuto della Regione siciliana è stata del Prof. Antonio Ruggeri, che l’ha sottoposta al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e al Presidente dell’Ordine degli Avvocati, ricevendone incoraggiamento e sostegno. L’articolato vuole essere una testimonianza d’amore per la nostra terra e di servizio prestato alla Regione – ha dichiarato il Prof. A. Ruggeri – Le ragioni di questa scelta nascono dall’esigenza di offrire un contributo, in spirito di autentica e solidale cooperazione, dei costituzionalisti operanti in tutte le Università della Regione, alla elaborazione di una nuova Carta statutaria la cui venuta alla luce, ad oltre settant’anni dal varo di quella ancora in vigore, non può tardare oltre. L’obiettivo è, insomma, quello di mettere in mano agli operatori istituzionali, specie a quelli regionali, una bozza di articolato, corredata delle necessarie riflessioni teoriche di supporto, cui essi possano fare, volendo, riferimento in sede di elaborazione del disegno di nuovo statuto”. Si tratta, insomma, di una base da cui bisogna partire per formulare la proposta definitiva. Ne è convinto l’On. Ardizzione, consapevole della necessità di novità e crescita delle norme statutarie: “Per rendere attuale e funzionale lo Statuto siciliano alla luce dei mutamenti normativi degli ultimi anni, dobbiamo partire dall’ottimo lavoro fatto dalle università siciliane. Mi impegnerò affinché ve ne sia traccia e proverò a coinvolgere la Commissione statuto dell’Ars e i capigruppo per dar forma a un disegno di legge organico e consegnare così uno strumento importante a coloro che governeranno dopo di noi”. Se riuscissimo a modificare lo Statuto – ha aggiunto – attribuendogli maggiori prerogative, anche in ragione dell’ordinamento europeo, faremmo una gran cosa. E’ necessario, oltretutto, che la riforma sia accompagnata da un’opinione pubblica consenziente e che la possa sostenere”. "Lo statuto va attualizzato - ha detto il prof. Moschella - alcuni istituti statutari non sono più proponibili penso, ad esempio, agli Organi giurisdizionali come l’Alta Corte ed il Consiglio di Giustizia Amministrativa ed anche sul piano dell’organizzazione bisognerebbe attenuare il principio del simul stabunt simul cadent che, nel presupposto della elezione a suffragio universale e diretto del Presidente della Regione, eviterebbe lo scioglimento dell'Ars in caso di sfiducia a quest'ultimo. Il settore delle relazioni internazionali e sovranazionali necessita, inoltre, di essere rivisto, specie dalla nostra Regione che, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, come dimostra la questione cruciale relativa alle immigrazioni”. “Siamo molto fieri – ha dichiarato l’Avv. Vincenzo Ciraolo – di essere stati coinvolti in questo progetto e per noi è motivo di vanto parteciparvi al fianco dell’Università di Messina. All’interno della bozza statutaria, sono degni di nota i riferimenti al cittadino di passaggio ed ai suoi diritti. Trovo che la loro previsione, in particolare perché la Sicilia è una regione di transito, siano un chiaro segno d’onestà e intelligenza”. Contestualmente all’elaborato, i docenti hanno predisposto in piena autonomia i vari articoli, ciascuno per le disposizioni loro assegnate e ne hanno, quindi, illustrato i contenuti, sottoponendoli ad un fitto e proficuo dibattito che ha avuto luogo nel corso di due Giornate di studio svoltesi presso l’Università di Messina il 16 e 17 marzo scorso.